CASTEL DI IERI - L’Associazione culturale ClasseMista Teatro, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Castel Di Ieri, presenta il FESTIVAL “Visioni Sirentine” attività inserita nel progetto “LA CASA DELLE CULTURE DELLO SPETTACOLO”Teatro, Musica, Video, Arti Figurative Teatro dei territori, i territori del teatro III Avviso pubblico “Abruzzo Giovane.Un Festival teatrale estivo che verrà allestito all’interno del TEMPIO ITALICO di Castel di Ieri, un sito archeologico e storico di fondamentale interesse, luogo magico che evoca la storia dell’Abruzzo inserito da protagonista in un territorio ricco di una tradizione millenaria della storia umana. L’idea del Festival nasce dalla volontà di far dialogare le forme della storia antica del territorio con le Arti del Teatro. La storia e la mitologia diventano così strumento per avvicinare il vasto pubblico al mondo antico, all'archeologia ed è viatico per una conoscenza del passato in chiave emozionale.
FESTIVAL “Visioni Sirentine”
31 luglio - 3 Agosto TEMPIO ITALICO di Castel di Ieri
programma
31 luglio ore 21
L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI
Una parabola sul rapporto uomo-natura, una storia esemplare che racconta "come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione".
Uno spettacolo del laboratorio d’arte permanente della casa delle culture dello spettacolo curato da Candida D’Abate e Sara Di Sciullo
1 Agosto ore 21
“Shìr hasshirìm”
IL RACCONTO DEL CANTICO DEI CANTICI
con Candida D'Abate, Mario Fracassi, Sara Di Sciullo, Martina Di Genova, Santo Cicco, Laura Tiberi, Germana Rossi, Martina Noro, Daniela Venditti, Pasquale Di Giannantonio
Immagini e proiezioni Santo Cicco
Musiche e canzoni eseguite dal vivo dal QUARTETTO D’ARCHI composto da Germana Rossi, Massimo Pacella, Chiara Ciancone, Sara Ciancone,
Un racconto fatto di immagini, parole, poesia, canti, danze e vino speziato. Una storia di un amore fedele, un racconto di una passione contrastata, il racconto della fuga di tutti coloro che, portando il profumo, stanno portando al mondo una storia d’amore.
Sappiamo che Il Cantico è una polifonia in cui si esprime l’amore umano e nello stesso tempo si dà la percezione dell’amore di Dio, della storia di Dio che si rivela. Guardare, dunque, il Cantico dei Cantici non solo più come allegoria, non come canto erotico, ma come simbolo, vale a dire: contemplazione della realtà umana per raggiungere una profondità e una visione capace di svelare Dio o “ri-velare” Dio.
2 Agosto ore 21
A che ora arriva L'ARCA DI NOE'?
con Mario Fracassi, Sara Di Sciullo, Martina Di Genova, Santo Cicco, Laura Tiberi, Germana Rossi
Musiche e canzoni eseguite dal vivo da Germana Rossi
Regia Mario Fracassi
Uno spettacolo che tocca le corde della pancia, muovendo al riso e al pensiero perché ridendo – si sa – si può di-svelare meglio il senso di temi più grandi di noi meglio che con il broncio serioso, anche quando il tema trattato ha a che fare con l’esistenza di Dio e la cornice della storia è quella biblica del diluvio universale. I protagonisti sono tre pinguini clown. Uno spettacolo giocato su un registro che mescola uno squisito umorismo ad un lievissimo, ma a suo modo pungente, stimolo alla riflessione e all’indagine esistenziale Ci troviamo tra i ghiacci e le nevi del Polo, dove le vastità spaziali e temporali sono bianche ed omogenee, senza grandi speranze in un colpo di scena. Quando quindi un bel giorno arriva una farfalla va da sé che questa scompagini un po’ la quotidianità diventi innesco di una catena di avvenimenti piuttosto catastrofici. Schiacciarla?
Ma i suoi compagni inorridiscono e così l’ingenuo animaletto, si sente disvelare i motivi supremi per non operare cattive azioni: il volere, il giudizio ed eventualmente la punizione di Dio. Ma chi è Dio? Cosa ha a che fare con gli esseri della terra? E, soprattutto, se questo fantomatico dio è invisibile come si può essere certi che esista? Il battibecco tra pennuti evidenzia problematiche piuttosto interessanti…e, sullo sfondo, arriva l’Arca di Noé, e solo due dei tre potranno salvarsi…. Un racconto dove poesia e ironia si intrecciano, capaci di suscitare un sorriso che rende più consapevoli. Una favola poetica sull’amore, una storia di amicizia per tutti.
3 Agosto ore 18
Centro Storico
DORALINDA E LE MUSE OVINE
da un racconto di Dario Oggiano
con Flavia Valoppi
drammaturgia e regia Isabella Micati, Flavia Valoppi, Alessio Tessitore
"Doralinda e le muse ovine" è uno spettacolo che parla con un linguaggio contemporaneo di un tempo, di luoghi , di saperi che vanno scomparendo: nello spazio magico di una narrazione vengono toccati i temi che riguardano il territorio, la pastorizia, la tessitura, l'ecologia dei luoghi e delle persone. Doralinda parte dalla sua Taranta per cercare le pecore magiche dal vello decorato di Campo Imperatore; cerca le pecore e cerca il decoro, il decoro che nessuno mai ha osato nemmeno pensare. Ma lei è tessitrice e più di ogni altra cosa al mondo ama la bellezza. Quella creata con le mani, con l'intreccio dei fili di lana. Più di ogni altra cosa Doralinda ama i suoi tessuti. Quando incontra le pecore decorate, ama anche loro. Le sue muse ovine. Il tempo dopo di loro non è più lo stesso e il mondo cambia. "Doralinda e le muse ovine" è una favola magica dedicata alla bellezza creata col sapere delle mani: l'arte della tessitura. Ambientata in un Abruzzo mitico e incontaminato, porta i segni dell'universalità e della contemporaneità. Parla agli spettatori con un linguaggio poetico e rarefatto di un viaggio avventuroso e misterioso nella tradizione
3 Agosto ore 20
Banchetto eco-solidale-biomangereccio a cura di Annalisa Cantelmi
un banchetto di prodotti locali, fatti in casa biologici e solidali. dove trovare, insieme al cibo, l’amore per l'ambiente e condivisione.
3 Agosto ore 20,30
proiezione del video
“1915-2015 100 ANNI DAL TERREMOTO NELLA MARSICA
MEMORIA COMUNITÀ TERRITORIO FUTURO”
di Eugenio Incarnati ed Andrea Mandruzzato.
3 Agosto ore 21
“DON RAFFAELE”
Libero adattamento dalla scuola nazionale di drammaturgia diretta da Dacia Maraini
con Alberto Santucci, Alessandra Tarquini, Roberta Bucci e Michele Di Conzo.
regia di Eugenio Incarnati
La storia dimenticata del parroco di Gioia Don Raffaele Starace, salesiano di origini campane e prosecutore dell'attività di Don Bosco. Il prete fu testimone delle tragedie e delle sofferenze della cittadinanza durante i giorni del terremoto del 1915 e fu l'unico a soccorrere la popolazione colpita dal terremoto.
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