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sabato 11 gennaio 2014

"VENT'ANNI E UNA NOTTE"PRESENTATO A SULMONA IL LIBRO DI URSO E MAZZA

SULMONA - E’ nelle librerie “VENT’ANNI E UNA NOTTE. 1993 – 2013 la parabola della destra italiana raccontata dai suoi protagonisti” scritto da Adolfo Urso e Mauro Mazza.Ieri a Sulmona la presentazione presso la sala della Comunità Montana Peligna organizzata dalla Fondazione FareFuturo.Insieme all'autore Adolfo Urso sono intervenuti Emiliano Di Matteo, Roberto Petri, Etel Sigismondi e Mauro Tirabassi.La Destra sparita può riprovarci ancora. Ad una condizione: «Può tornare protagonista solo in una fase che superi il berlusconismo, nel bene e nel male». Dopo”Vent’anni e una notte; 1993-2013, la parabola della Destra italiana raccontata dai suoi protagonisti”
Questo il titolo del libro – Adolfo Urso e Mauro Mazza, in un coro a due che ritma i passaggi più significativi della Secondo Repubblica, fanno il bilancio di una esperienza politica ed umana che a tratti è stata esaltante e che adesso deve ritrovare identità, senso di marcia e una leadership credibile. Il duetto è una sorta di intervista vis à vis dove Mazza - giornalista dal 1979,
prima al Secolo d’Italia e poi alla Rai dove è stato direttore del Tg2 e di Raiuno, da giugno alla guida di Rai Sport - punteggia soprattutto la cronaca mentre Urso - anche lui giornalista del Secolo; ex portavoce di An, parlamentare per cinque legislature ed ex viceministro del Commercio estero - ripercorre i passaggi politici, retroscena compresi, di una avventura che ha portato An al 15 e passa per cento, al governo e poi allo scontro suicida di Fini contro Berlusconi.
Ovviamente proprio alle scelte dell’ex presidente della Camera, fino al famoso «Che fai, mi cacci?» è dedicata ampia parte del libro. Il giudizio di Urso e Mazza è assai poco lusinghiero verso Fini: secondo gli autori avrebbe dovuto battersi per diventare segretario del Pdl e invece si è asserragliato a Montecitorio preparando lo strappo con il Cavaliere. Un errore disastroso, nel quale hanno giocato componenti non solo politiche ma anche personali e spinte «di altra natura» (il riferimento alla vicenda della casa di Montecarlo e alla disinvoltura di Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini è palese) che «hanno fatto deragliare il treno della Destra e della storia».

Adolfo Urso
E proprio qui sta il nodo politico che Urso affronta. La disastrosa prova di Futuro e Libertà, condotta al naufragio anche dall’estremismo di Italo Bocchino, non chiude la porta alla possibilità, meglio necessità, che la Destra italiana ritrovi un ruolo. Una Destra, spiega infatti Urso, «non contro Berlusconi ma nemmeno una Destra dentro il berlusconismo avrebbe alcuna possibilità di esprimersi». Dunque serve «una
Destra oltre Berlusconi. C’è una Destra stretta attorno a Berlusconi - insiste Urso - forte ma minoritaria. E c’è una Destra al di fuori del Pdl, che non vota o disperde il
proprio voto». Naturalmente affinché questa prospettiva si concretizzi, sono necessarie alcune condizioni. Prima fra tutte un adeguato meccanismo elettorale: «La storia ci insegna - dice Urso - che solo nei sistemi maggioritari la Destra può emergere e imporsi. Si tratta quindi di completare il percorso verso il presidenzialismo perché serve un Sindaco d’Italia e ancor di più un Sindaco d’Europa». Perché chi è autenticamente di Destra non può non reclamare «più Europa».
La sintesi finale è un appello all’ottimismo della volontà. «L’Italia è angosciata perché non vede una prospettiva. Non la può vedere in Berlusconi. Ma non la vede
più nemmeno nel Pd e tantomeno in Grillo, anche quando vota per il Pd o per Grillo. Tocca alla Destra riprovarci. Vent’anni dopo. E oltre»
Mauro Tirabassi
LA PRIMA IMMAGINE RISALE AL 1993: Silvio Berlusconi – prossimo alla discesa in politica – dichiara che se fosse stato a Roma avrebbe votato un giovane Gianfranco Fini come sindaco della Capitale. L’ultima scena è quella della notte del 20 gennaio 2013, quando Berlusconi in vista delle politiche scrive la parola «fine» sull’avventura di Alleanza nazionale, cancellando dalle liste gran parte di coloro che avevano fatto la storia della Destra. Prima ancora c’era stato il «Che fai, mi cacci?» urlato da Fini a Berlusconi in un’affollata e drammatica direzione del Pdl nell’aprile 2010.
1993-2013: in questi due decenni si consuma la parabola dei vincitori della svolta di Fiuggi. «Duellanti senza regno», come dimostrano il fallimento di Futuro e libertà e la diaspora della Destra

italiana. Di chi sono le responsabilità? Quali gli errori di una generazione nata nella redazione del «Secolo d’Italia» e che ora, dopo aver assunto incarichi di governo e assaporato la gestione del potere, sembra essere tornata ai margini della politica? Attraverso un critico e dettagliato dialogo, Mauro Mazza e Adolfo Urso ripercorrono senza sterili nostalgie la vicenda politica e umana della Destra italiana, rivelando i segreti, i retroscena, gli scontri, i successi e i litigi mai apparsi sulla stampa, che hanno compromesso il futuro politico di una classe dirigente. È un’analisi disincantata sulla storia degli ultimi vent’anni, con la parabola di Gianfranco Fini, l’uomo che ha portato An al governo ma che ha perso la battaglia finale contro Berlusconi. An non c’è più ed è impensabile resuscitarla, sostengono gli autori: «È necessario un nuovo Centrodestra, che abbia forma e leader diversi da quelli del passato. Non servono reduci, ma innovatori».


Mauro Mazza
È giornalista professionista dal 1979. Ha lavorato al «Secolo d’Italia» e all’Adn Kronos. Dal 1991 è in Rai. Direttore del Tg2 (2002-2009) e di Rai Uno (2009-2012), è alla guida di Rai Sport dal giugno 2013. Ha pubblicato diversi volumi di saggistica, fra cui I ragazzi di via Milano (Fergen, 2006). Con il romanzo L’Albero del Mondo (Fazi, 2012) ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Acqui Storia.


Adolfo Urso
È giornalista professionista dal 1983. Ha lavorato al «Secolo d’Italia», al «Roma» e a «L’Italia settimanale». Coordinatore nazionale del Comitato promotore e poi portavoce di Alleanza nazionale, parlamentare per cinque legislature (1994-2013) e viceministro al Commercio estero (2001-2006 e 2008-2010). Ha pubblicato diversi volumi di saggistica, tra cui L’età dell’intelligenza (Settimo Sigillo, 1984) ed Euroglobal (Marsilio, 2003). È presidente della Fondazione Farefuturo e direttore della rivista «Charta minuta».



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