consentendo che la fessura da dove escono i contanti si richiuda autonomamente.
In questo modo, il cliente effettua una regolare operazione, ma il denaro non viene erogato in quanto resta all’interno della macchina e viene poi preso dai malfattori che, forzando lo sportellino, sfilano la lamina impossessandosi delle banconote.La frode è stata scoperta dal direttore di uno sportello bancario di Sulmona che ha segnalato il fatto al personale della Squadra Anticrimine del Commissariato, specificando la particolare modalità utilizzata. Le indagini, partite dalla ricerca di casi nei quali era stata utilizzata la stessa tecnica, hanno portato ad individuare uno degli autori, responsabile di un caso analogo avvenuto in provincia. Dalla visione delle immagini delle telecamere della banca, è stato infatti possibile riconoscere il soggetto, del quale si era acquisita la foto segnaletica. Allo stesso modo, si è risaliti ad identificare anche il secondo responsabile.
Da una ricerca fatta presso tutti gli istituti di credito della zona, sono stati individuati altri due casi, avvenuti lo stesso giorno, sempre con la tecnica della forchetta, uno a Sulmona e un altro a Popoli. Grazie alle immagini delle telecamere poste sui bancomat è stato appurato che gli autori erano gli stessi due rumeni.
Sulla base degli elementi raccolti, il G.I.P. del Tribunale di Sulmona ha emesso due ordini di custodia cautelare in carcere nei confronti dei responsabili che, al momento, si sono resi irreperibili e probabilmente hanno fatto rientro nel loro paese.