Per superare questo ritardo bisogna fornire alle micro-imprese strumenti conoscitivi e obiettivi strategici per la valorizzazione territoriale e settoriale delle attività produttive, per la creazione di percorsi d’innovazione e per l’incremento della produttività per riuscire a migliorare il posizionamento competitivo delle nostre imprese.Al 31.12.12 le imprese artigiane sono 34.909 e purtroppo, con i vertiginosi decrementi subiti negli ultimi due anni, sono tornate allo stesso livello del 2004 quanto contavano 34.761 unità.
Il maggior numero di imprese artigiane si concentra nel settore costruzioni (13.287; 39%) seguono le industrie manifattu-riere (7.888; 23%), tra queste le più con-sistenti l’industria dei prodotti in metallo (1.411; 4%) e l’in-dustria alimentare (1.341; 4%) e infine il settore dei servizi (13.351; 38%) tra i quali spiccano i servizi alla persona (4.577; 13%), le riparazioni di auto e prodotti della casa (2.473; 7%) e le attività ricettive (1.211; 5%)Nel 2012 da un lato le iscrizioni delle imprese artigiane (2.331) sono state minori rispetto a quelle del 2011 (2.557) dall’altro le cancella-zioni (3.156) sono state superiori a quelle dell’anno precedente (2.791) determinando un consistente decre-mento di ben 825 aziende.Nel 2012 il tasso di natalità abruzzese (6,44% contro il 6,87% nazionale) è molto basso ed inferiore al tasso di mortalità (8,72% contro l’8,26% italiano). Questo fenomeno ha deter-minato un decre-mento del 2,28%.Le imprese artigiane con un decremento di ben 825 unità, nel 2012, segnano il peggior risultato degli ultimi tredici anni superando i dati nega-tivi del 2009 (-216) e del 2011 (-234).Il decremento per-centuale delle nuove
imprese artigiane è stato del 2,28%, va-lore pari a una volta e mezzo di quello me-dio italiano (-1,39%) e pone in evidenza che l’artigianato abruz-zese registra risultati peggiori rispetto a quello italiano che comunque segna anch’esso una fase di crisi.Nel 2012 l’Abruzzo registrando un decre-mento del 2,28% si posiziona al penultimo posto della gradua-toria nazionale.
È riuscita a far peggio di noi soltanto la Sardegna.Le imprese artigiane hanno registrato un decremento in tutte e quattro le province.
L’Aquila e Teramo de-crescono più visto-samente, rispettiva-mente di 274 e 270 unità, Pescara e Chieti più lievemente di 136 e 145.In valori percentuali le imprese artigiane in tutte e quattro le pro-vince decrescono più che in Italia (-1,39%).L’Aquila e Teramo de-crescono in maniera notevole rispettiva-mente del 3,33% e del 2,82%. Pescara e Chieti in maniera meno vi-stosa e registrano una diminuzione rispettivamente dell’1,65% e dell’1,42%.In Abruzzo, nei primi nove mesi 2012, le imprese artigiane han-no subito variazioni negative in tutte le attività economiche, la più consistente nelle costruzioni con 443 unità, seguono l’in-dustria manifatturiera con 208, i servizi con 90, le riparazioni di auto e apparecchi per la casa con 67 e l’agricoltura con 15. La distribuzione delle nuove imprese per attività economiche nelle province abruz-zesi ha registrato dei picchi elevati di de-crementi nelle costru-zioni a Teramo (-171), all’Aquila (-135), Pe-scara (-75) e Chieti (-62) , diminuzioni con-sistenti nell’industria manifatturiera all’Aquila (-60), a Teramo (-56), a Pescara (-33) e a Chieti (-59). Nel settore delle riparazioni delle auto e dei prodotti per la casa i decrementi sono stati meno elevati a Teramo (-21), all’Aquila (-18), a Pescara (-22) e a Chieti (-6).