SULMONA - E' sempre un'emozione intensa. Nonostante i malcontenti per le modifiche apportate al secolare rito e brusii di sottofondo soprattutto tra i più anziani per i cambiamenti al percorso, i sulmonesi, credenti e non, si fermano al passaggio della suggestiva processione del Cristo Morto e si alzano in piedi se sono seduti negli affollati bar nel centro storico. In rispettoso silenzio. Alle 20 in punto la processione curata dall'Arciconfraternita della
Santissima Trinità si è aperta
con la preghiera dedicata alle vittime del terremoto aquilano e si è conlcusa con invocazioni alla Vergine per coloro che soffrono la perdita del lavoro e la disoccupazione, recitate dal vescovo monsignor Angelo Spina. cielo grigio carico di pioggia non ha impedito ai tanti cittadini e turisti di affollare i lati del Corso e i vicoli all'interno delle antiche mura per assistere alla struggente rappresentazione della traslazione del Cristo dalla croce al sepolcro. Un corteo mesto e solenne, caratterizzato dal passo cadenzato chiamato Struscio che conferisce lente e sincroniche movenze all'intera processione. Prima il tronco in sughero di velluto rosso, il coro di cento elementi, tra bassi e tenori, sulle note del Miserere musicato nel 1913 dal maestro sulmonese Federico Barcone e diretto dai mastri Colangelo, Quattrocchi e Barcone, la bara del Cristo dalla lettiga settecentesca, decorata da tessuti e ricoperta dal velluto nero e la bellissima Addolorata, con l'abito scuro dai riflessi dorati, il fazzoletto ricamato e una spada nel cuore. Poco gradito alla cittadinanza il cambiamento del tragitto. Mentre con la passione di sempre si segnavano con il simbolo della croce al passaggio della Vergine i fedeli si scambiavano commenti in merito al percorso invertito dai trinitari che, provenendo da via Serafini in direzione piazza Plebiscito, davano le spalle alla chiesa della Tomba. Niente tradizionali bengala nel quartiere lauretano, segno, forse, che la modifica non è anadata giù ai confratelli in mozzetta verde che, dopo lo scambio con i trinitari, simbolo di pace tra i due sodalizi, residuo di antiche rivalità, la processione ha fatto rientro nella chiesa della Santissima Trinità da dove era partita. L'attesa ora è per il rito simbolo della Pasqua sulmonese, "la Madonna che scappa in piazza" curata dalla confraternita di Santa Maria di Loreto. Questa sera alle 21 , secondo tradizione, la statua della Vergine, che correrà domani in piazza Garibaldi, sarà accompagnata dai lauretani dalla chiesa di Santa maria della Tomba a quella di san Filippo Neri, vestita a lutto, pronta per la sua corsa verso il Cristo risorto, quando quel manto nero, fissatole sull'abito la sera del giovedi santo, secondo un'antica tecnica "segreta", di cui sono custodi i confratelli di Santa Maria di Loreto, cadrà e sarà la gioia. Auspicando che il maltempo previsto proprio per la mattinata di domenica regali una tregua. g.s.
Santissima Trinità si è aperta
![]() |
| percorso cambiato e niente bengala |
