Dopo Raiano (2006), Vittorito (2008), Pettorano sul Gizio (2009), Bugnara (2010) e Introdacqua (2011) quest’anno è stata la volta di Prezza
“Non è un’iniziativa estemporanea, ma è continuativa” ha
sottolineato Carrara, sottolineando come l’edizione sia giunta al sesto anno
grazie a fondamentali collaborazioni, spiegando l’importanza della combinazione
del legame turismo-enogastronomia, evidenziando gli obiettivi centrati di volta
in volta che hanno aggiunto step by step novità, come l’ottenimento
dell’etichetta Rustica e Gentile, la crescita della qualità, il corso di
assaggiatore di olio, il coinvolgimento dei primi ristoratori locali, cerchio
da ampliare come prossima finalità. Lo scopo è promuovere il prodotto figlio
della terra peligna, riportandolo sul mercato delle tipicità italiane e
valorizzarlo. Dopo l’introduzione affidata al primo cittadino, il quale ha
ricordato la collaborazione per questa manifestazione delle due proLoco di Prezza
e Campo di Fano, organizzatrici delle due importanti sagre del Carciofo e
dell’Aglio rosso di Sulmona, il convegno è entrato nel vivo toccando per primo
l’aspetto prettamente tecnico. L’agronoma Zema ha spiegato il risultato di un
lavoro effettuato a Sulmona sulle piante delle due varietà per verificare se Rustica e Gentile
dell’Aquila si autofecondano “chi impollina chi”. A relazionare in maniera
efficiente e chiara sui detti comuni relativi all’olio e alla sua conservazione
è stato Pollastri sfatando miti e leggende sul fatto che non è vero che si
possa conservare l’olio per più anni, in quanto va consumato nei 12 mesi di
produzione, come è errato pensare che l’olio di semi sia più leggero di quello
di oliva, perché il potere calorico è lo stesso. E ancora l’olio dev’essere
filtrato, deve avere un buon odore, non va mai venduto sfuso, va conservato al
riparo dalla luce e in un ambiente pulito, perché, in quanto assorbe odori dell’ambiente,
non si rovina se ghiaccia e mai associare il colore alla bontà del prodotto,
ricordando che la qualità abruzzese non potrà mai essere dolce ma piccante. Dopo
la relazione sulle varietà di piante sul mercato da parte di Roberto Di primio,
Tucceri ha incentrato il suo dire sull’associazione che guida, rivolgendo un
appello ai piccoli e piccolissimi produttori di olio peligni ad associarsi al fine di poter veicolare il prodotto sul
mercato in maniera più ampia. Si sta aprendo un sito internet per la vendita on
line insieme all’aglio rosso e al grano di solina, puntando ad entrare in un
circuito di vendite all’estero. Prossimo passo: l’impianto di imbottigliamento,
a cui si potrà cominciare a pensare dopo che l’inaugurazione della sede dell’associazione a breve, (ex mattatoio
di Sulmona) , spiegando che al momento il progetto non gode ancora di finanziamenti.
Grande l’affluenza del pubblico al convegno (tra cui sindaci e amministratori di Raiano, Sulmona, Bugnara e Pettorano) che si è concluso con l’assaggio
delle prelibatezze tipiche e, ovviamente, dell’olio peligno la cui degustazione
migliore avviene a crudo. g.s.
