cittadino sottolineano che la sua replica “non risponde ai contenuti della missiva delle associazioni culturali”. “Lei mostra di non aver compreso i termini della nostra lettera” scrivono “Di fatto Lei non considera la nostra proposta e ne banalizza i contenuti usando argomentazioni legate all’Altissimo e Sacro sentimento della Religiosità che caratterizza la tradizione del nostro popolo. Con la nostra proposta chiedevamo di restituire stabilmente alla città il bene comune Cinema Teatro Pacifico, che è insieme spazio cinematografico e spazio culturale polifunzionale, cristianamente e laicamente definibile bene di tutti e ciascuno. Noi, non miravamo semplicemente ad allestire spettacoli natalizi che esonerassero le associazioni firmatarie dal pagamento degli onerosi costi previsti da codesta Amministrazione con delibera di Giunta Comunale N. 279 del 17.11.2011 che prevede l’uso della sala polivalente Pacifico a costi eccessivi per le casse delle Associazioni. No, non miravamo semplicemente a questo. Intento delle Associazioni era di offrire un cartellone ponendo però una condizione che ritenevamo e continuiamo a ritenere di buon senso: il ritiro della delibera. Questa richiesta è stata disattesa ed elusa. In questo modo è stata disattesa, tradita e violata la dimensione sociale e comunitaria del bene comune che pure garantisce le diverse identità personali. Quanto alla sua espressione, circa la possibilità di derogare agli oneri di utilizzo da parte di codesta Amministrazione, ciò ci lascia fortemente perplessi in quanto potrebbe dar adito ad una eccessiva discrezionalità di applicazione delle regole democratiche, il che mal si accorda con i principi di uno Stato di Diritto che, invece, dovrebbe sempre avere alla base certezza e trasparenza” Concludono le associazioni definendosi “amareggiate per il fatto che sia andata persa una importante occasione” e annunciano che “continueranno comunque ad impegnarsi per la difesa e la promozione della cultura nel nostro territorio e per restituire alla Città il bene comune Cinema Teatro Pacifico”.
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lunedì 12 dicembre 2011
CARTELLONE AUTONOMO, ASSOCIAZIONI CULTURALI BOCCIANO RISPOSTA DEL SINDACO
SULMONA – Non è piaciuta alle 28 associazioni
culturali sulmonesi la risposta data dal
sindaco di Sulmona alla loro proposta di realizzare cartellone autonomo nel
cinema pacifico a patto che fosse ritirata la delibera. Dopo 12 giorni i rappresentanti scrivono
in una lettera, indirizzata a palazzo San Francesco, precisazioni, andando al fulcro della situazione: non il cartellone
autonomo, ma la restituzione del cinema Pacifico alla città. Nella nota inviata al primo
cittadino sottolineano che la sua replica “non risponde ai contenuti della missiva delle associazioni culturali”. “Lei mostra di non aver compreso i termini della nostra lettera” scrivono “Di fatto Lei non considera la nostra proposta e ne banalizza i contenuti usando argomentazioni legate all’Altissimo e Sacro sentimento della Religiosità che caratterizza la tradizione del nostro popolo. Con la nostra proposta chiedevamo di restituire stabilmente alla città il bene comune Cinema Teatro Pacifico, che è insieme spazio cinematografico e spazio culturale polifunzionale, cristianamente e laicamente definibile bene di tutti e ciascuno. Noi, non miravamo semplicemente ad allestire spettacoli natalizi che esonerassero le associazioni firmatarie dal pagamento degli onerosi costi previsti da codesta Amministrazione con delibera di Giunta Comunale N. 279 del 17.11.2011 che prevede l’uso della sala polivalente Pacifico a costi eccessivi per le casse delle Associazioni. No, non miravamo semplicemente a questo. Intento delle Associazioni era di offrire un cartellone ponendo però una condizione che ritenevamo e continuiamo a ritenere di buon senso: il ritiro della delibera. Questa richiesta è stata disattesa ed elusa. In questo modo è stata disattesa, tradita e violata la dimensione sociale e comunitaria del bene comune che pure garantisce le diverse identità personali. Quanto alla sua espressione, circa la possibilità di derogare agli oneri di utilizzo da parte di codesta Amministrazione, ciò ci lascia fortemente perplessi in quanto potrebbe dar adito ad una eccessiva discrezionalità di applicazione delle regole democratiche, il che mal si accorda con i principi di uno Stato di Diritto che, invece, dovrebbe sempre avere alla base certezza e trasparenza” Concludono le associazioni definendosi “amareggiate per il fatto che sia andata persa una importante occasione” e annunciano che “continueranno comunque ad impegnarsi per la difesa e la promozione della cultura nel nostro territorio e per restituire alla Città il bene comune Cinema Teatro Pacifico”.
cittadino sottolineano che la sua replica “non risponde ai contenuti della missiva delle associazioni culturali”. “Lei mostra di non aver compreso i termini della nostra lettera” scrivono “Di fatto Lei non considera la nostra proposta e ne banalizza i contenuti usando argomentazioni legate all’Altissimo e Sacro sentimento della Religiosità che caratterizza la tradizione del nostro popolo. Con la nostra proposta chiedevamo di restituire stabilmente alla città il bene comune Cinema Teatro Pacifico, che è insieme spazio cinematografico e spazio culturale polifunzionale, cristianamente e laicamente definibile bene di tutti e ciascuno. Noi, non miravamo semplicemente ad allestire spettacoli natalizi che esonerassero le associazioni firmatarie dal pagamento degli onerosi costi previsti da codesta Amministrazione con delibera di Giunta Comunale N. 279 del 17.11.2011 che prevede l’uso della sala polivalente Pacifico a costi eccessivi per le casse delle Associazioni. No, non miravamo semplicemente a questo. Intento delle Associazioni era di offrire un cartellone ponendo però una condizione che ritenevamo e continuiamo a ritenere di buon senso: il ritiro della delibera. Questa richiesta è stata disattesa ed elusa. In questo modo è stata disattesa, tradita e violata la dimensione sociale e comunitaria del bene comune che pure garantisce le diverse identità personali. Quanto alla sua espressione, circa la possibilità di derogare agli oneri di utilizzo da parte di codesta Amministrazione, ciò ci lascia fortemente perplessi in quanto potrebbe dar adito ad una eccessiva discrezionalità di applicazione delle regole democratiche, il che mal si accorda con i principi di uno Stato di Diritto che, invece, dovrebbe sempre avere alla base certezza e trasparenza” Concludono le associazioni definendosi “amareggiate per il fatto che sia andata persa una importante occasione” e annunciano che “continueranno comunque ad impegnarsi per la difesa e la promozione della cultura nel nostro territorio e per restituire alla Città il bene comune Cinema Teatro Pacifico”.
