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| Copia Ercole Curino nel museo civico di Sulmona |
SULMONA – Dal prossimo settembre partiranno i lavori di restauro per
l’area archeologica del santuario di Ercole Curino, alle pendici del Morrone
sotto l’imponente eremo di Sant’Onofrio, caro a Celestino V. 30 mila euro è la
somma prevista dalla soprintendenza per i beni architettonici al fine di
effettuare interventi alle opere murarie, agli intonaci compreso la stradina in
salita. Bisognerà attendere, dunque, il prossimo mese, poiché la zona situata
alle pendici del monte Morrone, da oltre un anno è ostruita all’accesso. La
ditta appaltatrice avrà una deroga per poter operare sul territorio. Il
santuario, le cui origini risalgono al IV secolo a. C., era uno dei più importanti luoghi di culto dell´epoca
romana, dedicato al dio Ercole,
protettore di sorgenti e acque salutari, nonché dei mercanti. Seppellito
da una frana nel II secolo a.C., i suoi resti furono riportati alla luce grazie
agli scavi archeologici del 1957,
che erano stati avviati, in realtà, con lo scopo di far emergere la villa
natale del poeta Ovidio, che si riteneva fosse situata proprio in quel sito. Il
complesso si articola
di due terrazze, una inferiore, con quattordici ambienti,
chiamati poteche (forse locali di servizio) e una superiore, più antica, a cui
si accedeva con una scalinata a due rampe, in cui vi erano un donario (blocco di
in pietra) per le offerte, una fonte e il
sacello, che conserva parte della decorazione parietale, luogo in cui fu rinvenuto
il bronzetto di Ercole a riposo. La statua, di rilevante interesse
architettonico, è conservata nel museo archeologico di Chieti
(a Sulmona
fu portata per un breve periodo in occasione del convegno ovidiano negli anni
novanta), la sua riproduzione, realizzata con una particolare
tecnica con il laser per farsì che la copia sia fedele a quella originale, è
situata nel museo sulmonese inaugurato lo scorso 10 luglio a palazzo dell’Annunziata.
I resti di un muro raccontano della presenza
di un porticato in marmo colonnato. G.S.
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