SULMONA - Salvare il punto nascita del Santissima Annunziata. Una priorità per il territorio peligno che stamattina ha cominciato il suo presidio nella parte antistante la struttura ospedaliera. I sindacati, all'unanimità, ribadiscono un "no" secco alla chiusura e parlano di promesse elettorali non mantenute. Un territorio che pian piano si sta svuotando creando seri disagi. Ma soprattutto si sta privando i cittadini del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione. "Qui non si può più parlare di numeri - hanno tuonato i sindacati -.Questo è un territorio che deve essere valutato in base alle peculiarità non si può sempre pensare ai viaggi della speranza.
E poi, hanno promesso di realizzare il nuovo ospedale, la prima pietra è stata posta due mesi fa e i lavori ancora non si vedono. Tutte promesse vane. Un'organizzazione che non ha senso. Non capiamo come si possa parlare di nuovo ospedale se, poi, chiudono il punto nascita. Quello che da la vita al territorio. Siamo stanchi di dover combattere sempre per cose che dovrebbero essere scontate. Oggi abbiamo cominciato il presidio permanente e non si esclude uno sciopero generale".
Ma lo sciopero generale c'è stato, qualche anno fa, ma allora si decise che a manifestare ci fossero anche i rappresentanti della Regione Abruzzo e della Provincia dell'Aquila. Un'assurdità! Una manifestazione di protesta accordata anche da chi, in quel momento, stava decidendo le sorti della struttura ospedaliera del Centro Abruzzo. "Vogliamo continuare a partorire nel nostro ospedale - dicono le donne presenti -. Non abbiamo capito perché per la nostra Regione dobbiamo essere considerate cittadine di serie B. Ricordiamo ai nostri rappresentanti politici che questo ospedale ha bisogno di mantenere e di essere potenziato". Ma chiaramente al presidio la città non era presente. Tutti pronti a giudicare ma senza azione. In prima fila solo e soltanto i lavoratori. È sempre successo e nulla cambierà. La condicio sine qua non dovrebbe essere "lottare" insieme ma bisogna farlo in squadra altrimenti tutto finirà, come sempre, in una bolla di sapone. A rimetterci? Soltanto i cittadini perché i giochi di potere sono altri a portarli avanti.
Barbara Delle Monache