Vale ricordare che la Comunità Montana Sirentina, datore di lavoro all’epoca di chi scrive, promosse nel 2002 uno scambio culturale con le comunità abruzzesi nel Michigan, che era costituita come “Federazione Abruzzesi del Michigan” e grazie a tale scambio culturale si ebbe occasione e modo di conoscersi, intensificare e rinsaldare legami tra comunità. Douglas Simone rivestiva il ruolo di presidente del "Club dei Secinaresi". In tale occasione, a Troy, nei pressi di Detroit, sul finire di una conviviale in un ristorante italiano, con i nostri “Abruzzesi d’America”, lo scrivente intonò una canzone del repertorio dei cori folkloristici locali: “La partenza dell’emigrante” di Ricci-Felli e così vi fu una bella scoperta. La signora Mariella Ricotta, moglie di Simone Roberto, commossa, fece notare che quella canzone era stata scritta proprio in occasione della partenza del marito per gli USA: infatti lo scrittore Evandro Ricci, all’epoca insegnante a Secinaro, oggi centenario a Sulmona, era suo cognato, avendo sposato la sorella; la parte musicale era del parroco don Loreto Felli, originario di Celano. Si può immaginare lo stupore e l’emozione creatasi.
Roberta, Douglas e Marc, figli dei compianti Americo Simone e Renata Bernardini, hanno promosso pertanto, in questi giorni, una rimpatriata, presso un tipico ristorante a Sulmona, quasi ad esorcizzare e Dio lo voglia, la città che fu scelta nel 1992, per il set del film "Parenti serpenti" di Mario Monicelli. La scelta del ristorante è stata suggerita dal dr. Gianni D’Amario, “Presidente dell’Accademia della cucina”, loro affine, poiché la consorte, Lucia Gentile, è cugina degli “americani”, essendo figlia della maestra Wanda Bernardini (1923-2025).
La ciliegina sulla torta l’ha offerta il cugino professore universitario Paolo Di Stefano (fratello del compianto Massimo, che era stato procuratore alla Corte dei Conti, di Francesco Bernardini, ingegnere e della professoressa Emi), figlio della maestra Angiola (1926-2019), che aveva sposato il segretario comunale Mario Di Stefano (1923-1952), originario di Rocca di Cambio, all’epoca in servizio a Secinaro.
Come da un cilindro, il professore ha estratto e consegnato in dono alcune copie della sua pubblicazione “La famiglia Berardini di Molina Aterno”: Un lavoro di ricerca tra archivi di stato, fotografiche, internet, uffici d’anagrafe comunali, narrazioni orali. Da tali dati si è attinto anche per redigere il presente articolo.
Un tuffo nel passato alla ricerca delle proprie radici, dei propri valori identitari, per comprendere meglio il presente e poter trasmettere alle future generazioni, per non dimenticare… Poiché un paese senza memoria è destinato a non avere futuro".
G.P.
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