Dopo la messa solenne tra i devoti c’è una sorta di asta per portare la statua durante la processione, si procede all’assegnazione degli stendardi ai quali vengono appesi delle ciambelle; la processione fa il giro del paese e all’altezza degli Zoccolanti, la statua viene girata con la fronte verso il monte, ai piede del quale è stato allestito lo sparo cui si da fuoco. Per quanto riguarda i pellegrini, molti anni fa, arrivavano il 17 e rimanevano a Raiano fino alla sera del 18, essi dormivano all’interno della chiesa parrocchiale e dell’eremo a contatto con il luogo sacro. La festa si conclude col l’usanza di bruciare un fantoccio di carta che viene chiamato pantàseme, fantasma".
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domenica 17 maggio 2026
"SOLENNI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SANT'ANTONIO ABATE E SAN VENANZIO MARTIRE: BUONA LA PRIMA"
RAIANO - "I festeggiamenti partiti ieri si protaggono oggi 17 e domani 18 maggio durante i quali si svolge la fiera. Insieme a San Venanzio viene festeggiato di nuovo Sant’Antonio Abate, infatti, il 17 c’è la processione della statua del Santo che si dirige verso il convento degli Zoccolanti, dove ha luogo lo sparo che ha il fine di avvertire gli abitanti dei paesi vicini e chiamarli a raccolta. La festa di San Venanzio si svolge presso l’eremo e i pellegrini recano in mano dei ciuffi di cinciapallante, un’erba che per i fedeli simboleggia il “grano di san Venanzio” o i suoi “capelli”.
Dopo la messa solenne tra i devoti c’è una sorta di asta per portare la statua durante la processione, si procede all’assegnazione degli stendardi ai quali vengono appesi delle ciambelle; la processione fa il giro del paese e all’altezza degli Zoccolanti, la statua viene girata con la fronte verso il monte, ai piede del quale è stato allestito lo sparo cui si da fuoco. Per quanto riguarda i pellegrini, molti anni fa, arrivavano il 17 e rimanevano a Raiano fino alla sera del 18, essi dormivano all’interno della chiesa parrocchiale e dell’eremo a contatto con il luogo sacro. La festa si conclude col l’usanza di bruciare un fantoccio di carta che viene chiamato pantàseme, fantasma".
Dopo la messa solenne tra i devoti c’è una sorta di asta per portare la statua durante la processione, si procede all’assegnazione degli stendardi ai quali vengono appesi delle ciambelle; la processione fa il giro del paese e all’altezza degli Zoccolanti, la statua viene girata con la fronte verso il monte, ai piede del quale è stato allestito lo sparo cui si da fuoco. Per quanto riguarda i pellegrini, molti anni fa, arrivavano il 17 e rimanevano a Raiano fino alla sera del 18, essi dormivano all’interno della chiesa parrocchiale e dell’eremo a contatto con il luogo sacro. La festa si conclude col l’usanza di bruciare un fantoccio di carta che viene chiamato pantàseme, fantasma".
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