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venerdì 6 novembre 2026

A UN ANNO DALLA SCOMPARSA LA MOSTRA DI UMBERTO DANTE: "A GIOCHI FATTI | OPENING 14 NOVEMBRE 2026 | FONDAZIONE GIORGIO DE MARCHIS - L’AQUILA"

L’AQUILA - "Il giorno 14 novembre 2026 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre è lieta di presentare la mostra A giochi fatti di Umberto Dante a cura di Emiliano Dante. La mostra nasce dal desiderio, ad un anno dalla morte di Umberto Dante, di rendere omaggio a uno dei protagonisti del dibattito culturale cittadino e regionale degli ultimi quarant'anni, attraverso un aspetto meno noto della produzione, eppure in qualche modo perfettamente congruente con la dimensione saggistica, sia come storico "puro", sia come storico dei media, dell'arte e del cinema. Di fatto, Umberto Dante è stato una delle figure più attive del panorama culturale aquilano tra i decenni finali del Novecento e quelli iniziali del Duemila, non solo perché, come storico, ha insegnato a lungo all'Università dell'Aquila e diretto l'Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea, ma anche perché ha saputo coniugare il rigore scientifico con una tendenza intellettuale profondamente multidisciplinare, dando vita a festival cinematografici, multimediateche e redazioni di riviste.

In questo contesto, che lo ha visto in primissimo luogo operatore culturale, Dante ha inserito una produzione artistica propria, che è diventata pubblica solo negli ultimi decenni della sua vita. Ad un anno dalla sua morte, A Giochi Fatti intende proporre al pubblico proprio dei lavori visivi caratterizzati da un tema fortemente storico e storicizzante, ma anche di una dimensione fortemente autobiografica, per cui la storia nazionale, la storia familiare e la storia personale si intrecciano inestricabilmente nell'uso della fotografia e del documento d'epoca, del collage di elementi del reale e elementi dipinti, nel richiamo continuo alla grande storia del Novecento e alla piccola storia della sua famiglia.

L'idea di documentazione, di destino collettivo e di espressione personale in queste opere si fondono, andando a sovrapporsi in una texture fatta di interventi pittorici di sapore informale, di ricerca fotografica storica, di lavori sull'oggetto già pronto di memoria dadaista, in un insieme che tende ad unire opposti, per finire a essere simultaneamente elegiaco ed ironico, solenne e anti-retorico, intellettuale e infantile, estremamente strutturato eppure leggero, talvolta episodico.  

In questa dimensione che unisce costantemente storia collettiva e storia familiare, diviene particolarmente significativo che la mostra sia curata dal figlio maggiore di Umberto Dante, Emiliano, storico dell'arte e filmmaker, che ha già curato per la Fondazione de Marchis numerose mostre.
 

BIOGRAFIE


Umberto Dante (1948-2025) nasce a Roma il 19 agosto del 1948. Dopo un'infanzia passata in varie città d'Italia, frequenta il Liceo Classico a Fermo, dove fonda il Cineforum Antares. L'attività nell'associazionismo cinematografico prosegue presso la Cineteca Sarda di Cagliari per poi portarlo alla vicepresidenza nazionale della Federazione Italiana dei Circoli del Cinema. A Cagliari frequenta la Facoltà di Lettere, dove si laurea con il massimo dei voti con una tesi su Sergio Corazzini. Trasferitosi a L'Aquila, fonda il circolo cinematografico Charlie Chaplin e inizia a lavorare all'università. Diviene ricercatore di Storia moderna, per poi insegnare anche Storia contemporanea, Storia del cinema e Storia delle comunicazioni di massa all'Università dell'Aquila e alla Sapienza di Roma. Nel corso degli anni ha percorso un continuo ampliamento di orizzonti disciplinari. A libri fondamentalmente incentrati sulla storia dell'arte, come Il verosimile nelle arti visive (Textus) e L'Utopia del Vero (Meltemi), alterna saggi incentrati sulla storia della comunicazione come L'età delle Comunicazioni di Massa (1997), La Con-presenza (2004) e Le Bandiere e i Canti (2013); a brevi saggi sulla storia del cinema, come La seduzione Americana (1991) e Il successo nel cinema (2002) alterna saggi dedicati al Meridione in generale e all'Abruzzo in particolare, da Insorgenza ed Anarchia (1980) a L'Italia dentro L'Italia (2003) ai libri di interviste Le ragioni dell'Abruzzo (a D'Alfonso, 2010) e L'Italia di Mezzo (a Colapietra, 2018). In qualità di storico, ha presieduto l'Istituto abruzzese per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea e ha diretto la rivista Abruzzo contemporaneo. La sua produzione non saggistica è stata solo parzialmente pubblicata negli ultimi anni della sua vita con il testo Novis (2016, in cui è autore anche dei disegni) e l'autobiografico Via Cascina 20 (2017). La sua produzione visiva è stata precedentemente esposta al MUSPAC dell'Aquila nella mostra Veder-Ci: proposta-mostra di Umberto D. nel dicembre 2015.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre viene istituita a L'Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell'arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l'archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l'immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti".
 

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