Scritte come "Qui vive una colonia felina" e "I gatti che vivono liberi sono protetti" campeggiano fiere su un cartello posto sul cancello di ingresso del penitenziario"
-A dirlo è il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella-
"Una scelta, quella operata dalla Direzione dell'istituto e dell'assessorato del Comune di Vasto, che mostra la capacità che si ha di vedere il carcere di Punta Aderci non come si era abituati ad osservare fino a qualche mese fa ma come esempio da seguire"
-spiega Nardella-
Quella di Vasto è una realtà penitenziaria che sta subendo una preziosa e positiva metamorfosi.
"A dir la verità si è combattuto e molto per rilanciare le sue sorti.
Abbiamo lottato con intelligenza e sagacia facendo arrivare agenti di elevato intelletto, giacché posizionati nei primi posti in graduatoria" - sottolinea il segretario nazionale-
"Un provveditore che ha saputo raccogliere in maniera estremamente intelligente le richieste d'aiuto che a suo tempo abbiamo lanciato;
un direttore e un comandante che hanno molto ben saputo coglierne le direttive.
Grazie a tutto questo il clima che si vive oggi nel carcere vastese è un clima di relativa e positiva condivisione"
-Continua Nardella-
L’introduzione di questo innovativo progetto, così come evidenziato nella sua relazione dal dr. Carmine Raia, lo psicologo intervenuto a supporto degli agenti, si configura come un fattore di protezione dal distress occupazionale, assolvendo a molteplici funzioni psicologiche.
Da un lato l’ umanizzazione del contesto lavorativo sembra restituire dignità agli spazi di vita quotidiana e lavorativa, attenuando l'ostilità tipica dell'ambiente totale carcerario.
Dall’altro una funzione ri-socializzante e defatigante fornisce occasioni spontanee di interazione pro-sociale tra colleghi e con la popolazione detenuta, destrutturando la solitudine e i livelli di iper-attivazione emotiva (arousal) legati ai compiti di vigilanza.
Inoltre, potrebbe interpretarsi come una canalizzazione del Caregiving.
L' accudimento degli animali rappresenta una reale e terapeutica opportunità di "presa di cura". Questo permette al personale di esprimere e agire dinamiche affettive riparative e accoglienti, altrimenti represse o negate dalle necessità di distanziamento emotivo imposte dal ruolo custodiale.
"Gli animali, soprattutto quelli domestici, offrono l'opportunità di capire come si è realmente dentro. Amarli significa mostrare una parte della propria personalità e quindi la capacità che si ha di trasfonderne il positivo sentimento.
L'esperienza molto bella Vastese è una delle migliori che abbia mai sperimentato in più di 30 anni di professione Penitenziaria, l'auspicio ora è che si possa allargarla altrove perché quello che non è capace di fare l'uomo riesca invece a farlo l'incontaminato mondo degli amici dell'uomo.
La strada è stata tracciata. Ora non bisogna fare altro che percorrerla con quella convinzione che si deve nei confronti di chi ci ama senza se è senza ma"
-conclude Nardella-
Il segretario Nazionale Mauro Nardella
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