La collettiva “Oltre il tempo, oltre il luogo” vede protagonisti i tre pittori Claudio Fuschini con “L’eredità artistica e artigiana d’Abruzzo”, Stefania Guerrieri con “L’anima dei fiori” e Mara Scroccaro con “Dove il sogno abita”. Questa esposizione riunisce tre artisti che, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, invitano il visitatore a superare confini e distanze, a varcare la soglia del visibile per incontrare ciò che vive dentro di noi. Natura, immaginazione e tradizione diventano punti di partenza per esplorare orizzonti senza tempo e senza luogo, dove l’arte è memoria, emozione e bellezza condivisa. Le mostre rimarranno aperte fino al 30 agosto prossimo e saranno visitabili dalle 8 alle 20.
“L’Aurum ormai è diventato un punto di riferimento per tantissime iniziative culturali – ha sottolineato il sindaco di Pescara, Carlo Masci – qui negli anni passati sono state fatte anche più di 800 manifestazioni in un anno, perché ci sono tantissime sale. La sala Alambicchi è dedicata agli artisti, a coloro che vogliono portare la loro arte all’esterno per metterla a disposizione di tutta la comunità. È stato un momento importante quello che abbiamo vissuto con 4 artisti di un’unica scuola con tecniche diverse che però insieme stanno benissimo. Ho ringraziato questi artisti perché ci concedono dei momenti di tranquillità, di serenità, in un mondo che è diventato troppo tecnologico e distaccato ci permettono di avere relazioni, rapporti, emozioni, sentimenti, passioni perché i loro sentimenti e la loro anima li portano all’esterno attraverso le loro opere e noi ne godiamo. Tra l’altro l’arte è bellissima perché ogni volta che ci si avvicina ad un’opera d’arte, a seconda del sentimento che si ha e del momento che si vive, la si vede in maniera diversa, quindi ogni volta si rigenera e questo è veramente bello. Noi siamo molto contenti di dare questi spazi agli artisti perché possiamo tutti quanti noi fruire di questa bellezza e di questo momento di relazioni. L’atelier che accomuna questi artisti si trova in via De Amicis, in una palazzina d’epoca, molto bella, quindi ci sono anche questi elementi positivi che uniscono l’arte all’urbanistica, legata alla tradizione, alla storia, alla cultura. Sono momenti molto belli, faccio dunque i complimenti a tutti gli artisti, ma anche all’atelier che li accompagna per migliorare le loro tecniche”.
“Una bella occasione per ammirare delle bellissime opere di diversi artisti – ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Maria Rita Carota – che sono partiti in maniera molto amatoriale, c’è chi ha scoperto una vena artistica solo da poco tempo. Però i lavori dimostrano la grande capacità artistica di tutti coloro che stanno esponendo, quindi una capacità culturale e artistica sul nostro territorio. Con il loro atelier sicuramente è importante avere un punto di riferimento, così come è importante che poi ci siano dei momenti pubblici in cui si fa anche aggregazione perché ci si confronta di fronte ad un’opera d’arte, ci si incontra, si esprimono anche delle opinioni e anche dei punti di vista più o meno diversi. Dunque è bello ritrovarsi a dei bei colori, a dei bei paesaggi o comunque a belle opere d’arte. Molta presenza di pubblico, anche di curiosi, questo è il bello dell’arte, che riesce ad attrarre anche il cittadino comune, quello che magari non ha una determinata conoscenza di quelle che sono le arti, ma che è sempre molto attento a ciò che succede in città e questo è sicuramente un segnale molto positivo per tutti quanti noi, soprattutto per noi che amministriamo sapere che c’è del pubblico sempre interessato e attento”.
“Complimenti agli artisti e alla loro insegnante – ha detto il consigliere comunale Luigi Albore Mascia – che è riuscita con un’attività maieutica, per usare un termine socratico, a tirare fuori da ciascuno di loro questa vena artistica, questo talento e capacità di esprimersi con l’arte che è una delle forme più belle con cui l’uomo possa esprimersi. Tra l’altro sono anche opere diverse tra loro, per quanto possano avere un denominatore comune, un insegnante comune, da ognuno viene fuori la propria inclinazione e il proprio talento soggettivo. Questo è molto bello, direi un caleidoscopio fantastico di colori, di espressione dal figurativo all’astratto. È una bellissima esperienza ed è bello rappresentare le istituzioni e venire a constatare quanto c’è di spontaneo e quanto ci possa essere di talento da parte di persone comuni che non hanno indirizzato la propria vita all’arte, ma che comunque hanno la possibilità presto o tardi di poter esprimere le proprie inclinazioni e le proprie capacità. A luglio c’era già stata una collettiva un po’ diversa da questa nelle modalità, ma che comunque aveva già consentito a noi di poter toccare con mano e apprezzare le capacità degli artisti. Qui invece oggi c’è un vero e proprio simposio di arte a cui si accomuna anche l’espressione artistica della stessa insegnante Diana. Molto bello, questo è un fermento della nostra comunità e da amministratore pubblico, mi fa piacere ripeterlo, non ci può che essere la constatazione di queste capacità con grande apprezzamento e grande compiacimento”.
“Questo per noi è un luogo veramente importante – ha spiegato l’insegnante e artista Diana Ferrante – anche se io personalmente ho già esposto in questa sede, però il fatto di condividere lo spazio con i miei allievi è sempre un motivo d’orgoglio perché dare risalto anche a loro è il mio obiettivo. Quindi esporre qui e confrontarsi direttamente con la cittadinanza è uno stimolo e quindi siamo contentissimi. Il tema della mia mostra è lo stesso di Francavilla, l’interiorità attraverso tre serie nelle quali si va a sviscerare l’aspetto umano. In questo caso la metà delle opere riguardano le donne e la terza serie riguarda le tematiche di attualità. Il mio atelier si trova in via Edmondo De Amicis, esporre nella stessa città è molto importante anche per avere un confronto diretto”.
“Quella di Francavilla è stata per noi la prima esposizione – ha ricordato l’artista Claudio Fuschini – non ci aspettavamo la risposta di pubblico che è stata veramente eccezionale. Sia sul registro che sui social sono stati espressi veramente dei bei pensieri che ci incoraggiano ad andare ancora più avanti e proseguire su questa strada. Siamo approdati nella nostra città, in questa location veramente fantastica, penso che i pescaresi debbano conoscere ciò che facciamo in via De Amicis dove noi lavoriamo. Nei quadri che espongo ho voluto omaggiare gli artigiani che portano avanti la cultura, il sapere del nostro Abruzzo e a fatica proseguono le loro attività che sembrano quasi scomparse, però in realtà ci sono dei focolai che sonno attivi e gli artigiani li portano avanti con grande passione. Abbiamo elencato alcuni dei nostri mestieri come i pastori, il vasaro con la ceramica, il tombolo, il mare, la pesca. Sono tanti mestieri faticosi che però vanno ancora avanti. Un mio ex collega, diventato poeta, un artista, che su mio input per ogni quadro ha scritto una poesia in vernacolo. Si chiama Gabriele Spallone e penso che meriti veramente citato, anche le sue poesie meritano di essere lette. Credo che si abbini molto bene all’espressione artitstica”.
“”Sono molto contenta – ha dichiarato l’artista Stefania Guerrieri – di esporre qui all’Aurum. La tematica dei quadri esposti sono i fiori che mi sono sempre piaciuti, amo molto la natura che mi fa stare bene”.
“Sono molto felice di partecipare a questo evento – è una grande opportunità per me per cui ringrazio l’insegnante Diana Ferranteche mi ha dato questa grande opportunità. Vengo da Venezia, da tre anni sono qui a Pescara. Fare un qualcosa di costruttivo, per me è importante e piacevole, mi sento anche un po’ integrata in questa realtà cittadina. Il mio tema è l’astratto, l’informale, faccio anche tele molto grandi perché mi immergo completamente nella tela. Mi sento parte del mio dipinto, chi guarda le mie opere mi piacerebbe che si fermasse un minuto e si immergesse completamente nei colori e che ritrovasse qualcosa nel loro passato o nei loro sogni. Per me è una cosa indefinita, però anche vivida nella mente nostra ed ognuno interpreta l’opera come meglio ritiene opportuno in base alle proprie esperienze e con la propria fantasia completare l’opera”.
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