SULMONA - "Apprendiamo dagli organi di stampa, non senza stupore, gli esiti della riunione del controllo analogo che si è tenuto martedì 11 agosto scorso, dai quali emerge una narrazione che non ci convince e non ci vede assolutamente concordi. In primo luogo, vale la pena evidenziare, che la convocazione del controllo analogo ed il relativo ordine del giorno sono conseguenza di una formale richiesta da parte di alcuni sindaci di centro sinistra preoccupati per le sorti della società, anche in considerazione che, alla data odierna, non sono stati ancora depostati né il bilancio d’esercizio del 2025 né il bilancio di previsione del 2026: documenti le cui scadenze normative e statutarie sono state abbondantemente superate. Leggiamo una serie di dati che sembrano raccontare di una gestione salvifica ed efficace della società, come nel caso della riscossione dei crediti o della gestione dei contenziosi. Efficacia che, sempre dalla lettura degli articoli, troverebbe un limite in scelte provenienti dal passato e che questi problemi hanno creato. Quindi si parla chiaramente di mancati investimenti, delle attribuzioni di mansioni superiori ai dipendenti, della gestione dei crediti o della carenza di personale (sic!) circostanza quest’ultima che avrebbe ostacolato la redazione dei bilanci. Infine, un passaggio sul piano di risanamento che, si legge, presenta notevoli criticità, come ad esempio il famoso beneficio previsto dalla Decontribuzione Sud, che per COGESA era stato calcolato in 1,2 milioni di euro, ma che ora sembrerebbe non spettare. Al riguardo, però è importante ricordare che tutte queste criticità ed altre ancora, erano chiaramente note all’Amministratore Unico già dal luglio del 2024 quanto le ha illustrate ai soci in una sua nota avente ad oggetto “Relazione di aggiornamento sullo stato di attuazione del piano di risanamento”. Le stesse criticità sono state poi cristallizzate nella relazione al bilancio d’esercizio 2024. Per cui ci saremmo aspettati che, dopo due anni, si fosse finalmente fatta luce sulle eventuali responsabilità relative alle 54 vertenze sindacali. Che si fosse effettuata una puntuale valutazione dei crediti iscritti in bilancio. Che si fosse dotata la società degli “adeguati assetti organizzativi”, la cui assenza è stata sottolineata più volte dal collegio sindacale e la cui adozione, obbligatoria per legge, è indispensabile per garantire una gestione efficace e la stessa continuità aziendale. Che si fossero chiariti contrattualizzandoli, i conferimenti di ASM. Che vi fossero stati approfondimenti per la razionalizzazione del personale. Che ci fossero stati tentativi concreti per individuare le risorse per effettuare quegli investimenti necessari alla sopravvivenza stessa dell’azienda (revamping TMB). Che si fosse vigilato con attenzione sul piano di risanamento intervenendo tempestivamente presso gli organismi competenti per evitare ulteriori e ancor più preoccupanti derive. O ancora che, in considerazione dei nuovi assetti strategici in corso sulla gestione dei rifiuti in ambito regionale, ci fossero stati momenti di confronto sul futuro della società. Nulla di tutto questo. La domanda allora è dal luglio 2024 al luglio 2026 cosa è stato fatto in merito a queste più che note questioni? Cogesa SpA ha bisogno di una governance che non si limiti a dire quali sono le problematiche, ma ha bisogno di una governance presente, indipendente e che adempia pienamente ai suoi obblighi, tra cui certamente la soluzione delle criticità e la predisposizione dei bilanci d’esercizio e previsionali, nei tempi e nei modi previsti dalle norme che non ammettono scusanti. Ma tutto questo continua ad essere una chimera, nella completa indifferenza di quella parte della politica, da cui prendiamo le distanze, che da anni gestisce la società e di cui l’attuale amministratore è espressione. Quella stessa politica che probabilmente già da tempo ha in mente quale sarà il destino della nostra società".
segretario provinciale Pd segretario Pd Sulmona
Stefano Albano Diego Bucci
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