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venerdì 28 agosto 2026

"INCARNAZIONE E DISINCARNAZIONE. CHI SIAMO OLTRE IL CORPO E PERCHÉ LA MORTE NON È LA FINE"

SULMONA - "Io parto da una percezione precisa: non sono il mio corpo, sono l'Anima che utilizza questo corpo per fare esperienza nella materia. Non vivo questa affermazione come una possibilità teorica o come una consolazione spirituale, ma come il punto da cui osservo l'esistenza. Il corpo nasce, cresce, cambia e muore; l'Anima attraversa l'esperienza, evolve, apprende, si trasforma e prosegue il proprio cammino. Per questo considero nascita e morte non come inizio e fine assoluti, ma come incarnazione e disincarnazione, due passaggi dello stesso percorso evolutivo.Da questa prospettiva anche la reincarnazione per me non è semplicemente una credenza. È la naturale conseguenza dell'evoluzione dell'Anima. Una singola esistenza non può contenere tutte le esperienze necessarie alla crescita della coscienza. Ogni vita rappresenta un campo di lavoro differente, con nuove relazioni, nuovi limiti, nuove possibilità, nuovi incontri e nuove prove attraverso cui l'Anima può fare esperienza di sé.

Quando comprendo questo, anche il modo di osservare la vita cambia. Non considero più ciò che mi accade soltanto come fortuna o sfortuna. Comincio a domandarmi quale esperienza l'Anima stia attraversando, quale qualità debba sviluppare e cosa quella situazione stia cercando di mostrarmi. La vera spiritualità, per me, non consiste nel fuggire dal mondo, ma nel comprendere le leggi profonde attraverso cui la coscienza utilizza il mondo per evolvere.

Io considero infatti la spiritualità come una sorta di scienza cosmica della coscienza. Oggi ne comprendiamo soltanto una parte, così come in passato l'umanità ignorava leggi della natura che successivamente abbiamo imparato a osservare e descrivere. Il fatto che non conosciamo ancora pienamente i meccanismi della coscienza, della reincarnazione o della dimensione spirituale non significa, dal mio punto di vista, che essi non esistano. Significa semplicemente che il nostro livello attuale di comprensione è ancora limitato.

È con questo atteggiamento che guardo alle differenti tradizioni affrontate nel workshop. Non le considero sistemi in competizione, ma linguaggi e strumenti differenti attraverso cui l'essere umano ha cercato di comprendere lo stesso grande mistero: chi siamo veramente, perché siamo qui e che cosa accade quando lasciamo il corpo.
Lo Spiritismo brasiliano: la vita continua oltre il corpo

Lo Spiritismo moderno viene sistematizzato nell'Ottocento da Allan Kardec, pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail. Con Il Libro degli Spiriti, pubblicato nel 1857, viene presentata una visione nella quale l'essere umano è uno spirito temporaneamente incarnato e la morte rappresenta il ritorno alla dimensione spirituale.

Secondo questa concezione, fra spirito e corpo esiste il perispirito, un involucro sottile che accompagna lo spirito e lo mette in relazione con il corpo fisico. La morte, quindi, non distrugge l'essere: interrompe il rapporto con il corpo.

Lo spirito continua il proprio cammino e attraversa più incarnazioni con una finalità evolutiva. Ogni vita permette di sviluppare nuove qualità, sperimentare conseguenze, comprendere aspetti ancora non integrati e ampliare progressivamente la propria coscienza.

In Brasile lo Spiritismo ha assunto una diffusione enorme, soprattutto grazie a figure come Chico Xavier, celebre medium e psicografo. Fra le opere più conosciute attribuite alla sua medianità troviamo Nosso Lar, attribuita allo spirito di André Luiz.

Nel racconto André Luiz, dopo la morte, attraversa inizialmente una condizione dolorosa collegata all'Umbral, per essere poi soccorso e condotto nella colonia spirituale di Nosso Lar, descritta come una realtà organizzata nella quale gli spiriti continuano a lavorare, apprendere, guarire ed evolvere.

Naturalmente Nosso Lar appartiene alla letteratura medianica spiritista e la sua esistenza non è stata dimostrata scientificamente. Ma il principio che esprime è perfettamente coerente con questa visione dell'esistenza: la morte del corpo non interrompe l'evoluzione della coscienza.

È per questo che nel workshop la proiezione di Nosso Lar non rappresenta soltanto la visione di un film. Diventa uno strumento attraverso cui entrare concretamente nella concezione spiritista della disincarnazione e comprendere come la vita possa essere interpretata come una parte di un processo molto più ampio.
Teosofia e Scuola Arcana: la personalità come strumento dell'Anima

Un'altra strada importante è quella della Teosofia e successivamente della Scuola Arcana.

Nella Teosofia moderna, sviluppatasi anche attraverso l'opera di Helena Petrovna Blavatsky, l'essere umano non coincide con la personalità fisica. La personalità appartiene a una singola incarnazione, mentre l'individualità spirituale attraversa più esistenze.

Questa distinzione per me è fondamentale. Il nome che porto, il carattere, la professione, le relazioni, le emozioni e perfino molti pensieri appartengono alla personalità attuale. Sono gli strumenti attraverso cui l'Anima sta vivendo questa incarnazione.

Alla morte, secondo la Teosofia classica, la coscienza attraverserebbe differenti stati, fra cui Kama-Loka e Devachan. Il Kama-Loka è collegato al progressivo distacco dagli elementi desideranti ed emozionali della personalità, mentre il Devachan viene descritto come uno stato nel quale l'esperienza dell'incarnazione viene assimilata nella sua dimensione più elevata.

Non considero Nosso Lar, Kama-Loka e Devachan come la stessa realtà descritta con nomi differenti. Appartengono a tradizioni diverse e devono essere rispettati nella loro specificità. Ma vedo chiaramente un elemento comune: la morte non viene interpretata come annientamento, bensì come trasformazione dello stato di coscienza.

Con Alice Bailey e la Scuola Arcana il rapporto fra Anima e personalità diventa ancora più esplicito. L'Anima utilizza la personalità come strumento di esperienza. Il lavoro evolutivo consiste nel fare in modo che corpo, emozioni e mente non agiscano soltanto automaticamente, ma diventino progressivamente strumenti consapevoli dell'Anima.
Reincarnazione e karma: il percorso evolutivo dell'Anima

Se l'Anima evolve attraverso l'esperienza, la reincarnazione diventa una conseguenza naturale.

Ogni incarnazione rappresenta un nuovo capitolo di un percorso molto più lungo. Non mi interessa sapere se in una vita precedente sono stato un personaggio importante. Questo tipo di curiosità rischia di nutrire proprio quella personalità dalla quale cerco di disidentificarmi.

La domanda utile è un'altra: che cosa sto imparando oggi?

Il karma, in questa prospettiva, non è una punizione. È il rapporto fra causa ed effetto applicato al percorso della coscienza. Ciò che penso, provo, scelgo e faccio produce conseguenze e contribuisce alla mia evoluzione.

Questo non significa che ogni sofferenza debba essere giudicata superficialmente come "punizione di una vita precedente". Il karma è un principio molto più complesso e dovrebbe spingermi soprattutto ad assumermi responsabilità nel presente.

Se comprendo che l'Anima porta avanti un cammino attraverso molte esperienze, allora ogni situazione della vita diventa materia di lavoro. Le relazioni diventano specchi. Le difficoltà diventano possibilità di trasformazione. Le paure mostrano ciò con cui devo ancora confrontarmi.
La regressione alle vite passate

La regressione alle vite passate rappresenta un'altra strada attraverso cui possiamo esplorare questo territorio.

Attraverso rilassamento, visualizzazione o ipnosi possono emergere immagini, emozioni, sensazioni, persone, luoghi o vere e proprie narrazioni percepite come appartenenti ad altre esperienze di vita.

Personalmente parto dalla realtà della reincarnazione, ma ritengo comunque fondamentale affrontare la regressione con intelligenza e senza forzature. Non tutto ciò che emerge deve essere automaticamente interpretato alla lettera.

La mente possiede meccanismi complessi. Esistono suggestione, falsi ricordi, confabulazione e criptomnesia. Una persona può ricordare inconsapevolmente qualcosa visto molti anni prima e percepirlo come nuovo. Può inoltre costruire immagini simboliche estremamente intense.

Questo non rende l'esperienza inutile.

Al contrario.

Se durante una regressione emerge una scena di abbandono, una morte, una relazione o una particolare paura, per me la domanda centrale non è soltanto:

"È realmente successo?"

ma soprattutto:

"Perché questa esperienza sta emergendo adesso nella mia coscienza?"

La regressione diventa quindi uno strumento di osservazione. Può essere letta come memoria reincarnativa, come linguaggio simbolico della psiche oppure come combinazione di differenti processi. Ciò che conta è il significato che assume nel presente.

Anche gli studi avviati da Ian Stevenson e proseguiti presso la Division of Perceptual Studies dell'University of Virginia sui bambini che riferiscono spontaneamente presunti ricordi di vite precedenti sono molto interessanti, ma devono essere distinti dalla regressione ipnotica. Stevenson studiava soprattutto racconti spontanei, cercando possibili corrispondenze con persone realmente esistite, e manteneva una posizione prudente nei confronti delle memorie prodotte attraverso ipnosi.

Per me questo dimostra soprattutto quanto il territorio della coscienza sia ancora vasto e quanto poco ne conosciamo.
INCARNAZIONE E DISINCARNAZIONE
Workshop esperienziale intensivo

È da questa ricerca che nasce il workshop "Incarnazione e Disincarnazione", che si terrà 12 e 13 settembre 2026, dalle 10.00 alle 18.00, presso la Comuniteca – Via Angeloni 15, Sulmona (AQ), con possibilità di partecipare anche online.

Due giornate nelle quali percorreremo strade differenti ma orientate verso la stessa ricerca: comprendere il rapporto fra Anima, incarnazione, morte, disincarnazione ed evoluzione della coscienza.
Sabato 12 settembre – 10.00 / 13.00

Apriremo il percorso con un'introduzione al workshop e con le Costellazioni Psicoevolutive sul rapporto con la morte, entrando direttamente nel nostro rapporto con perdita, distacco, paura e trasformazione. Prima ancora di parlare di ciò che potrebbe esserci dopo la morte, osserveremo ciò che la morte muove dentro di noi mentre siamo vivi.
Sabato 12 settembre – 14.30 / 18.00

Nel pomeriggio entreremo nello Spiritismo brasiliano, approfondendo incarnazione, disincarnazione, reincarnazione, perispirito, medianità ed evoluzione dello spirito.

A seguire verrà proiettato "Nosso Lar", film che ci permetterà di entrare nella rappresentazione spiritista della vita dopo la morte attraverso il percorso attribuito ad André Luiz.
Domenica 13 settembre – 10.00 / 13.00

La seconda giornata sarà dedicata a Incarnazione e Disincarnazione secondo la Scuola Arcana e la Teosofia, affrontando il rapporto fra Anima e personalità, karma, reincarnazione ed evoluzione della coscienza.

Seguirà la meditazione guidata "Io sono l'Anima", un'esperienza pensata per spostare il centro dell'identificazione dalla sola personalità verso una percezione più profonda di sé.
Domenica 13 settembre – 14.30 / 18.00

Concluderemo con una tecnica guidata di regressione alle vite passate.

Non sarà una ricerca spettacolare di nomi, epoche o personaggi, ma un'esperienza attraverso cui osservare immagini, emozioni, simboli e possibili memorie, cercando soprattutto di comprendere quale significato possano avere nella nostra vita presente.
I relatori

Francesca Romana Di Giuseppe, Certified Pranic Healer dal 2010, opera attualmente presso il Centro Olistico Sìdera di Roma.

Meera Valeria De Luca, filosofa e psicoterapeuta, insegnante di Tantra e Costellazioni Psicoevolutive.

Emily Pierini, professoressa di Antropologia Culturale e delle Religioni presso Sapienza Università di Roma, con esperienza di ricerca etnografica sulle pratiche di trance e cura spirituale in Brasile.
Partecipazione e iscrizioni

Quota complessiva: € 60 per entrambe le giornate.

È possibile partecipare in presenza oppure online.

Posti limitati – prenotazione obbligatoria entro l'11 settembre 2026.

Ludovica: 342 0990617
Jacopo: 345 2294411
Francesca: 328 732 6262
Email: centrosidera@gmail.com
Se anche tu senti che dietro il corpo, la personalità e la storia individuale esista qualcosa di più profondo, se il tema della reincarnazione, dell'Anima e della morte continua a interrogarti, questo workshop vuole essere uno spazio nel quale studiare, sperimentare e cercare insieme".

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