Insomma, la produzione documentale non manca. Quello che continua a mancare sono i risultati. La domanda allora è inevitabile: quanto ancora bisogna aspettare per mettere concretamente in sicurezza l'ex Fea?
Bastano davvero alcune transenne mobili a risolvere il problema? Oppure è necessario intervenire sull'immobile per evitare ulteriori cedimenti e garantire che non ci siano rischi per chi transita nelle vicinanze?
C'è poi un'altra questione che continua a rimanere irrisolta, continuano Blasioli e Di Stefano. Considerata la posizione sul lungomare e le case limitrofe nonché la presenza quotidiana di famiglie, turisti e passanti, quanto ancora bisognerà aspettare per bonificare almeno il verde e rimuovere i rifiuti presenti nell'area, in attesa che venga affrontata la più complessa questione della bonifica dei carburanti?
Nessuno ignora la complessità della vicenda ex Fea, né il contenzioso e le diverse competenze che si sono sovrapposte negli anni. Ma proprio per questo è necessario distinguere chiaramente ciò che riguarda la soluzione definitiva della vicenda da ciò che deve essere fatto subito per garantire condizioni minime di sicurezza e decoro.
Non è pensabile che ogni passaggio si traduca in una nuova lettera, in una nuova segnalazione o in un nuovo rinvio, mentre sul posto non cambia nulla.
Per questo torno a chiedere alla Regione Abruzzo, al Comune di Pescara e alla proprietà di assumersi ciascuno, per quanto di propria competenza, le responsabilità necessarie e di indicare con chiarezza quali interventi verranno effettuati e in quali tempi.
Perché dal 4 luglio a oggi sono trascorsi 45 giorni. Sono trascorse settimane di comunicazioni, sopralluoghi e segnalazioni. Ma per i cittadini che passano davanti all'ex Fea, la fotografia è sempre la stessa".
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale
Antonio Blasioli
La Consigliera comunale Pd
Michela Di Stefano



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