La giornata si è aperta con la visita al monastero francescano di Šćit, per poi proseguire con l’incontro presso il Comune di Prozor-Rama. Ad accogliere le delegazioni, a nome del sindaco Jozo Ivančević e dell’amministrazione comunale, sono stati Marija Mišura, assistente del sindaco per lo sviluppo, l’imprenditoria, l’artigianato e le finanze, e Danijel Burečić, direttore dell’Agenzia per lo sviluppo locale. Lo storico Antun Kovčalija ha illustrato la storia di Rama e del sito archeologico di Gradac, offrendo un approfondimento sul ricco patrimonio storico e culturale del territorio.
«La presenza della Giostra Cavalleresca a Signo e la visita al territorio di Rama – ha dichiarato il presidente Maurizio Antonini – rientrano in un progetto di relazioni internazionali che la nostra associazione porta avanti da anni. Grazie alla dimensione europea assunta dalla nostra rievocazione storica, il nome di Sulmona, la sua storia e le sue tradizioni hanno superato i confini nazionali, consentendoci di costruire importanti rapporti di collaborazione culturale. Ringrazio l’Associazione Alka di Signo per aver rinnovato questo legame di amicizia e per averci dato l’opportunità di rappresentare la nostra città in un territorio così ricco di storia e di valori.»
Alla visita ha preso parte anche Monika Vrgoč, direttrice dell’Ente turistico della città di Signo.
Il legame tra Rama e Signo affonda le proprie radici nel 1687, quando i francescani di Rama, costretti a lasciare il territorio a causa dell’avanzata ottomana, portarono con sé l’immagine della Beata Vergine Maria delle Grazie, oggi venerata come Madonna Miracolosa di Signo. Insieme ai religiosi si trasferì anche una parte della popolazione di Rama nella valle della Cetina, dando origine a un profondo legame storico tra i due territori. Proprio dalla vittoriosa resistenza all’assedio ottomano del 1715 nacque l’Alka, la celebre manifestazione cavalleresca che ancora oggi rappresenta il simbolo identitario della città croata.
La presenza della Giostra Cavalleresca di Sulmona proseguirà nei prossimi giorni con la partecipazione alle celebrazioni dell’Alka di Signo, la cui origine risale proprio al 1715. Tale partecipazione, insieme a quella della Sartiglia di Oristano testimonia come le grandi rievocazioni storiche non siano più soltanto patrimonio delle singole comunità, ma rappresentino espressioni diverse di una comune identità culturale europea, unite dalla volontà di custodire e tramandare tradizioni che continuano a parlare al presente e a costruire ponti tra i popoli".



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