AVEZZANO - "Termina oggi l’attività delle Brigate del Lavoro nei campi del Fucino, volta ad incontrare le lavoratrici e i lavoratori agricoli del territorio e a dare loro voce e visibilità. Anche quest’anno, le Brigate del Lavoro hanno dimostrato l’importanza del sindacato di strada che rappresenta un presidio fondamentale e insostituibile di legalità, tutela e informazione in un ambito, qual è quello agricolo, in cui i lavoratori e le lavoratrici stagionali, in molti casi cittadini e cittadine stranieri, essendo impiegati in attività caratterizzate da forte precarietà, sono più esposti al rischio di sfruttamento e, quindi, più vulnerabili.Durante l’attività di monitoraggio dei lavoratori e delle lavoratrici impiegati nei campi (in queste tre giornate abbiamo incontrato circa 700/800 lavoratrici e lavoratori agricoli), abbiamo potuto osservare un grande sostegno da parte della comunità locale coinvolta nell’iniziativa, nonché un profondo entusiasmo da parte degli stessi lavoratori e delle stesse lavoratrici agricoli che abbiamo incontrato nei campi.
Nel corso delle giornate delle Brigate del Lavoro, sono emerse anche alcune irregolarità, quali il mancato rispetto dell’orario di lavoro stabilito nell'ordinanza anti-caldo. Dunque, alcuni dei lavoratori e delle lavoratrici con i quali abbiamo interloquito hanno lavorato nelle ore più calde della giornata, quando la temperatura ha toccato i 36°. L’irregolarità commessa è stata manifesta, messa in atto alla luce del sole e visibile a tutti e a tutti. Infatti, anche nella giornata odierna, 17 luglio 2026, nonostante le segnalazioni agli organi competenti e la denuncia pubblica di ieri, abbiamo riscontrato la presenza di alcuni lavoratori e lavoratrici nei campi nelle ore più calde della giornata, con temperature che, anche oggi, sono state altissime, toccando il picco dei 37°/38°. In taluni casi, quindi, i lavoratori e le lavoratrici sono stati esposti allo stress termico, e cioè al rischio per la salute dato dall’esposizione al caldo estremo e prolungato che riduce la capacità del corpo di raffreddarsi e può causare conseguenze anche gravi, mettendo a repentaglio la salute e la vita stessa dei braccianti. Ciò è accaduto nonostante le disposizioni regionali vigenti, che impongono limitazioni all’attività lavorativa nelle ore più calde della giornata, stabilendo, per l’effetto, fasce orarie nelle quali è vietato lavorare nei campi per prevenire malori legati all'esposizione solare e al caldo estremo. Quindi, nonostante ci siano aziende virtuose che rispettano le regole a tutela del diritto alla salute e al salario dei lavoratori e delle lavoratrici agricoli, ve ne sono alcune che, a mezzo di una condotta sleale, alterano il mercato. Infatti, per mantenere alti profitti, alcune aziende agricole riducono i costi assumendo manodopera sfruttata e sottopagata, con l’adozione di condotte in totale spregio delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e con gravi ripercussioni in termini di costo sociale. Lavorare sotto il sole cocente, nelle ore più a rischio, è inaccettabile. Chiediamo, quindi, con forza alle autorità competenti, agli organi ispettivi e a tutte le istituzioni ed enti locali un intervento deciso affinché il Fucino diventi sinonimo di lavoro di qualità, sicuro e rispettoso dei diritti delle persone. Dal canto nostro, nelle prossime ore, chiederemo al Prefetto la convocazione di una riunione urgente sul tema salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è accettabile che parte del nostro cibo sia ancora prodotto con sfruttamento, bassi salari, ricattabilità, lavoro grigio o nero, violazione delle regole a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. Bisogna, invece, ricercare le necessarie alleanze con tutti quei soggetti che vogliono sostenere controlli, contrattazione, trasparenza delle filiere e modelli produttivi basati su legalità e giustizia sociale. Alleanze che si sono concretizzate attraverso il protocollo sulla rete del lavoro agricolo di qualità.
Pertanto, anche se le giornate delle Brigate del Lavoro, per il momento, sono giunte a conclusione, il presidio a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli nel Fucino continua. L’esperienza e i risultati delle Brigate del Lavoro della FLAI CGIL e della CGIL confermano, infatti, ancora una volta, quanto sia vitale e insostituibile la scelta di fare “sindacato di strada”. Le Brigate del Lavoro non sono un'iniziativa isolata, ma il simbolo di un presidio permanente di legalità e di prossimità che, come CGIL e FLAI CGIL della Provincia dell’Aquila, intendiamo rafforzare. Perciò, le Brigate del Lavoro torneranno con una nuova iniziativa nel mese di settembre p.v., per raggiungere, con il sindacato di strada, i lavoratori e le lavoratrici lì dove si trovano, per fornire le risposte alle loro esigenze e ai tanti problemi che li affliggono. Solo così possiamo costruire una comunità vera e inclusiva e migliorare concretamente le condizioni di chi vive e lavora nel nostro territorio, abbattendo le barriere che impediscono l’accesso ai diritti e che producono disuguaglianze. Saremo a fianco di tutte e di tutti, nessuno escluso: casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, campo per campo".
CGIL L’Aquila FLAI CGIL L’Aquila
Francesco Marrelli Luigi Antonetti
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