Ambientato nella Francia occupata dai nazisti, De l'amour perduracconta il tormento interiore di una giovane monaca il cui cuore si trova diviso tra la vocazione religiosa e l'irruzione dell'amore terreno. In appena diciassette minuti, Quagliozzi costruisce un racconto di straordinaria densità emotiva, nel quale la vicenda privata della protagonista si intreccia con la violenza della Storia, trasformando il conflitto tra desiderio e trascendenza in una riflessione universale sulla condizione umana. Interpretato da Catherine Bertoni de Laet, Francesca Osso, Guido Quaglione, Umberto Pavoncello, Silvia Bruni e Andrea Dante Benazzo, il cortometraggio si distingue per una messa in scena rigorosa, essenziale e geometricamente composta, nella quale ogni immagine sembra evocare la pittura fiamminga e il grande cinema europeo del Novecento. Fotografia, montaggio e regia portano la stessa firma di Lorenzo Quagliozzi, autore che dimostra una sorprendente maturità stilistica.
Girato a Scanno che nella pellicola rappresenta una piccola cittadina della Normandia poco prima dello sbarco alleato, presentato alla Settimana Internazionale della Critica della 80ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nell'ambito di SIC@SIC, De l'amour perdu ha successivamente ottenuto il riconoscimento come Miglior Cortometraggio alla Mostra de Cinema Italià de Barcelona, proseguendo un percorso festivaliero che lo ha portato nelle più prestigiose rassegne dedicate al cinema breve.
L'appuntamento di Scanno rappresenta molto più di una semplice presentazione cinematografica. Sarà un'occasione di riflessione sul linguaggio delle immagini, sul rapporto tra estetica e memoria, tra spiritualità e desiderio, tra storia collettiva e destini individuali. In un luogo che custodisce secoli di stratificazioni simboliche come l'ex Chiesa delle Anime Sante, il dialogo con Lorenzo Quagliozzi e Guido Quaglione assumerà il valore di un attraversamento culturale capace di mettere in comunicazione cinema, filosofia, arte e letteratura.
“Ancora una volta Ju Buk Feminist Festival conferma la propria vocazione a essere spazio di incontro tra le eccellenze della cultura contemporanea e il grande pubblico, offrendo a Scanno un'esperienza che guarda al cinema come linguaggio capace di interrogare il presente e di restituire complessità al nostro tempo” afferma Eleonora de Nardis Giansante, direttrice della kermesse".
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