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venerdì 5 giugno 2026

SOVRAFFOLLAMENTO CARCERARIO. NARDELLA(CNPP-SPP): "FATE PRESTO CHE É TARDI"

L'AQUILA - "Da quando si è insediato il Governo Meloni il numero di detenuti in Italia non ha mai conosciuto il segno meno.Mese dopo mese è andato aumentando al ritmo di una media di circa 170 detenuti. Tanti quanti ne potrebbe ospitare un carcere di media sicurezza.Il che tradotto in soldoni, significa l'equivalente di 48 istituti di pena in più rispetto al 2022.Il problema è che in Italia, al netto di qualche padiglione inaugurato in fretta e furia e senza prevedere sufficienti adeguamenti organici del personale ivi operante, di istituti in più non se ne ha contezza.Se tanto mi dà tanto quello che abbiamo visto scrivere nella storia recente dei carceri italiani porta un solo nome: sovraffollamento!
Sono circa 8000 in più i detenuti popolanti gli istituti italiani rispetto a Luglio 2022.
l'Abruzzo è quello che nell'ultimo anno è cresciuto più di tutte le restanti regioni italiane. Con il suo +14,9% da inizio anno, con una percentuale che si avvicina a un +25% se si considera l'intero periodo meloniano, la regione dei Parchi non gode assolutamente di buona salute.
Se andiamo a vedere i numeri troviamo che rispetto a Luglio 2022, allorquando nelle celle d'Abruzzo "abitavano" 1842 detenuti, al 31 maggio 2026 se ne sono contati 2356.
Andando a guardare istituto per istituto troviamo che:
Avezzano è passato dai 44 detenuti presenti nel periodo ante governo Meloni agli attuali 79;
L'Aquila da 162 a 176;
Sulmona da 422 a 678;
Chieti da 104 a 150;
Lanciano da 255 a 259;
Vasto da 96 a 150;
Pescara da 337 a 401;
Teramo da 422 a 463.
Insomma è come dire che la sentenza "Torreggiani" non fa più giurisprudenza.
Ciò porta a pensare che fra un po' i tribunali di sorveglianza, al pari degli istituti di pena, collasseranno. Sempre che non l'abbiano già fatto.
Non è difficile pensare che vi sarà un'impennata di ricorsi ex art 35ter della Legge 354/75, quelli, per intenderci, che porteranno i detenuti a denunciare una abitabilità inferiore ai 3 mq previsti per non andare incontro al trattamento inumano e degradante che ha accompagnato la sentenza Torreggiani, ovvero il risarcimento del danno subito attraverso la corresponsione di denaro o l'attribuzione di uno sconto di pena
Questo porterà al collasso dell'intero sistema visto che sia negli istituti che presso le magistrature di sorveglianza, a malapena, con gli organici che si hanno a disposizione, si riesce a garantire l'ordinario.
Insomma con le carceri italiane si sta davvero scherzando col fuoco.
Fuoco che potrebbe essere alimentato dalla mancanza di fondi incapaci finanche di assicurare una adeguata  manutenzione degli edifici e, cosa non certo di minore importanza, garantire le mercedi ai detenuti lavoranti.
Ovviamente a rimetterci non sono solo i detenuti ma tutto il personale dipendente.
Un numero maggiore di ristretti significa, infatti, un proporzionale, se non esponenziale aumento del lavoro da parte degli addetti alla sicurezza, alla sanità e alle restanti attività amministrative.
Un Governo che stenta ad assumere provvedimenti deflattivi pur avendoli più e più volte annoverati, propagandati e, come lo sono stati a più non posso, attraverso la creazione di nuovi posti e la "scarcerazione" di talune categorie di ristretti destinandole ad altre soluzioni quali ad esempio comunità per i tossicodipendenti, annunciati.
Nulla di ciò che è stato detto è stato fatto per cui l'unica cosa che può riescire a cambiare qualcosa, si spera, è o finalmente il riconoscimento da parte dell'attuale Governo del dramma carcerario che si sta vivendo da parte con politiche opposte rispetto a quelle sinora adottate o veder cambiare assetto politico all'Italia.
Staremo a vedere ma, come si dice in gergo, "fate presto che è tardi!".

Il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella

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