Radica
prosegue: “Serve una riforma radicale dei criteri alla base dei bandi
per i Comuni. E’ necessario mettere da parte la concessione delle
risorse per ordine cronologico, perché rischia di alimentare dubbi
relativi alla trasparenza, di determinare una ripartizione del tutto
casuale, senza valutazione di merito, oltre che di sfavorire i Comuni,
magari delle aree interne, con le connessioni Internet meno performanti.
Serve poi eliminare ‘sacche’ di eccessiva discrezionalità nei giudizi,
come nel caso del bando sulla rigenerazione urbana dove un quarto del
punteggio complessivo è stato assegnato senza ancoraggio a criteri
pertinenti, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, le
caratteristiche imprescindibili dettate dalla giurisprudenza. Da una
simulazione fatta sui 109 progetti finanziati con il bando sulla
rigenerazione urbana abbiamo verificato che i criteri discrezionali
hanno pesato per oltre il 40 per cento nella scelta dei progetti da
ammettere a finanziamento”,
Il direttore di ALI Abruzzo Alessandro Paglia conclude: “Chiediamo poi di introdurre dei correttivi che istituiscano un meccanismo di rotazione nell’assegnazione dei fondi, oppure che escludano dalla richiesta i Comuni che hanno beneficiato di finanziamenti nello stesso ambito in un tempo recente. Si riscontrano infatti casi di Comuni che hanno avuto accessi multipli a diverse linee di finanziamento mentre altri sono rimasti esclusi per aver cliccato una frazione di secondo in ritardo. Occorre infine introdurre meccanismi di notifica delle graduatorie provvisorie, in modo tale che ci sia eventualmente il tempo di contestare l’attribuzione dei punteggi”.

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