L'AQUILA - «Con l’approvazione all’unanimità della legge “Salva-Edicole”, l’Abruzzo sceglie di non assistere passivamente al declino di un settore vitale, ma di investire sul suo rilancio, trasformando i chioschi in veri e propri centri di servizio per i cittadini». Lo dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia, firmataria del progetto di legge n. 88 del 2025 insieme ai consiglieri Carla Mannetti, Vincenzo D’Incecco ed Emiliano Di Matteo, approvato oggi dal Consiglio regionale.La riforma, che va a modificare il Testo Unico del Commercio (l.r. n. 23/2018), nasce per dare una risposta concreta a un comparto travolto dalla crisi del cartaceo, dalla transizione digitale e dall'impennata dei costi di gestione.
«Questa legge nasce dall’ascolto del territorio e dalle sollecitazioni dei sindacati degli edicolanti», spiega Marianna Scoccia. «Abbiamo avuto il coraggio di guardare alle edicole non come a un modello superato, ma come a una rete da rigenerare. Soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, che combattono ogni giorno contro lo spopolamento, i chioschi sono molto più di un’attività commerciale: sono sentinelle della vita democratica, presìdi culturali, sociali e informativi insostituibili. Difenderli significa garantire il pluralismo e mantenere vivi i nostri borghi».
La grande novità della riforma è l'introduzione delle "edicole polifunzionali". Per garantire la sostenibilità economica dei gestori, ferma restando la vendita di quotidiani e riviste come asse portante, i punti vendita potranno diversificare le attività offrendo nuovi servizi di prossimità: da sportelli di informazione turistica a hub per la consegna di merci locali.
Il provvedimento introduce inoltre strumenti concreti per alleggerire la pressione fiscale e supportare la logistica. Nello specifico, viene data facoltà ai Comuni di concedere riduzioni o esenzioni totali dal canone di occupazione del suolo pubblico per i chioschi più fragili, mentre misure mirate sul fronte della distribuzione tuteleranno i punti vendita non esclusivi nei paesi montani e più isolati. Infine, per dare immediata operatività alla riforma e avviare questo percorso di modernizzazione strutturale, è stato stanziato un fondo regionale con un finanziamento iniziale e straordinario di 100mila euro.
«I 100mila euro stanziati rappresentano solo il primo passo indispensabile per far partire la norma», conclude la vicepresidente Scoccia. «L'impegno che abbiamo condiviso con l'intero Consiglio regionale, e che il voto all'unanimità certifica con forza, è quello di incrementare sensibilmente queste risorse a partire dal prossimo anno, così da rendere questo sostegno stabile, duraturo e strutturale. L'Abruzzo oggi si dota di uno strumento concreto e vicino ai bisogni reali dei cittadini e dei lavoratori».
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