SULMONA - "
Quando era in campagna elettorale garantiva che la filiera istituzionale e politica sarebbe stata sempre al fianco della città, che nessuno avrebbe osato mettere in discussione il futuro occupazionale del territorio. Oggi, invece, la realtà è sotto gli occhi di tutti: le lavoratrici della Tre G saranno costrette a diventare pendolari e un’altra realtà produttiva viene smantellata nel silenzio assordante di un’amministrazione incapace di difendere il proprio territorio.
Altro che “uomo tutto d’un pezzo”: davanti all’ennesimo colpo inferto alla città, il sindaco abbassa la testa e sceglie di non disturbare il manovratore. Eppure il Governo avrebbe tutti gli strumenti per intervenire su Enel, una società a forte partecipazione pubblica. Ma evidentemente i rapporti di partito e gli equilibri politici valgono più della dignità dei lavoratori e degli interessi della comunità.
Questa vicenda certifica un fallimento politico totale. Per mesi i cittadini sono stati rassicurati, quasi presi in giro, con slogan e dichiarazioni che oggi si rivelano prive di qualsiasi credibilità.
A questo punto il sindaco dovrebbe avere almeno il coraggio politico e morale di trarre le conseguenze del proprio fallimento e rassegnare le dimissioni. Sarebbe l’unico gesto coerente rimasto dopo aver tradito la fiducia di una città che meritava amministratori capaci di difenderla e non semplici spettatori obbedienti.
Alla città, invece delle solite parole vuote, oggi andrebbero chieste scuse chiare e pubbliche".
La segreteria del circolo PD Sulmona
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