SULMONA - "La vicenda della richiesta di dimissioni nei confronti dell’assessora La Porta, avanzata da ben sette consiglieri della stessa maggioranza, rappresenta l’ennesima conferma di ciò che denunciamo da tempo: il Comune di Sulmona è ormai piegato a dinamiche interne ai partiti, lontanissime dai bisogni reali della città.Già durante la campagna elettorale, con tono volutamente provocatorio, avevamo lanciato l’appello a “salvare il soldato Tirabassi”. Un’espressione che oggi, alla luce dei fatti, assume un significato sempre più drammaticamente reale. Il sindaco appare stretto in una tenaglia politica, ostaggio di una “filiera” che funziona solo quando si tratta di raccogliere consenso elettorale ma che scompare nel momento in cui servirebbero scelte nette, coraggiose e nell’interesse generale.
Non è accettabile che Sulmona venga trascinata in beghe di potere legate ai destini personali e alle dinamiche interne delle forze politiche , si pensi a quanto sta accadendo in Forza Italia , mentre si intravedono già manovre e riposizionamenti in vista delle prossime elezioni. La città non può essere ridotta a terreno di scontro per ambizioni individuali o trampolino di lancio per carriere politiche.
Un galantuomo della politica, in una situazione simile, dovrebbe assumersi la responsabilità di dire basta: o imporre un altolà chiaro e definitivo a queste dinamiche, oppure staccare la spina e restituire la parola ai cittadini, mandando a casa chi si è dimostrato incapace di amministrare nell’interesse della collettività.
Nel frattempo, Sulmona continua ad affrontare una crisi profonda e multidimensionale:
– una crisi industriale che erode prospettive e dignità del lavoro;
– una crisi occupazionale sempre più incalzante;
– la necessità di difendere il territorio da aggressioni e speculazioni motivate solo dal profitto;
– l’urgenza di immaginare un futuro per uscire dalla nebbia mortifera che avvolge la Valle Peligna;
– una sanità che, sempre più spesso, non riesce a garantire pienamente il diritto alla salute.
In questo contesto ci chiediamo quale sia il senso politico della richiesta di dimissioni dell’assessora La Porta, se non quello di certificare, davanti ai cittadini, una verità ormai evidente: il Comune è diventato il luogo in cui si consumano equilibri interni e regolamenti di conti, del tutto scollegati dall’interesse pubblico.
Rivolgiamo quindi un appello diretto al sindaco Tirabassi: non si presti a fare da notaio di dinamiche che nulla hanno a che vedere con i bisogni delle cittadine e dei cittadini, si liberi da questa morsa, esca da questa tenaglia micidiale e scelga, finalmente, da che parte stare ossia o con la città o con chi sta coltivando solo ambizioni personali.
Infine un appunto, che potrebbe sembrare non collegato ma che racconta molto di una mancanza di attenzione, di una superficialità, finanche di un degrado che non ci è piaciuto e che vogliamo denunciare per non essere annoverati tra gli osservatori passivi che si fanno andare bene tutto: l’assenza al premio Malvestuto del sindaco Tirabassi che ha preferito, al contrario, tagliare il nastro di un campo sportivo è sintomatica di una distanza da quella che pensiamo essere la migliore storia della nostra città.
Sindaco Tirabassi si tiri fuori dalle scelte mediocri, dai conflitti dei gruppi di potere, da tutto ciò che non è amore per questa nostra città così tanto in crisi di identità e prospettiva da troppi anni".
Alleanza Verdi e Sinistra - Sulmona
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