PESCARA - “Spiace che il centrosinistra, come sempre, stia strumentalizzando una vicenda molto delicata, raccontando una versione dei fatti che non ha alcun fondamento giuridico e facendo credere che la politica possa obbligare un imprenditore privato a gestire la propria attività secondo pressioni o indicazioni esterne. Questo non solo non è possibile, ma è anche illegale”.Lo rimarca l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, replicando alle dichiarazioni del Patto per l’Abruzzo sulla vertenza dei lavoratori del Cup di Treglio trasferiti a Teramo, ieri al centro della seduta della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale.“L’organo politico – spiega l’assessore – non scrive i capitolati tecnici degli appalti e non gestisce i requisiti degli stessi. La politica dà l’indicazione generale sui servizi necessari, ma non può mai entrare nel dettaglio tecnico della gara, che viene seguita dagli uffici tecnici e amministrativi, su indicazione delle necessità rappresentante dalle amministrazioni coinvolte, in questo caso le Asl. Quindi sostenere che è stata la politica a disporre il trasferimento dei lavoratori da Treglio a Teramo è semplicemente falso. Come è falso asserire che io abbia garantito un numero di assunzioni da parte dell’operatore economico che si è aggiudicato l’appalto del Cup e che ha firmato un contratto con delle precise clausole. Non avrei mai potuto assicurare un qualcosa che prevede una indebita ingerenza nella sfera privata di un imprenditore”.
Per la Verì la ricostruzione dei fatti è ben diversa, come sanno perfettamente anche i lavoratori coinvolti nella vicenda, che hanno scritto nei giorni scorsi una lettera aperta a tutti i consiglieri regionali.
“Nella prima riunione all’Aquila convocata in Conferenza dei Capigruppo lo scorso dicembre – ricorda – non ero stata neppure invitata. Ho partecipato per senso di responsabilità e per spirito di collaborazione, spiegando che avrei verificato con le Asl se ci fosse l’opportunità di assorbire questi dipendenti su altri servizi gestiti dall’azienda aggiudicatrice dell’appalto Cup. A gennaio sono stata convocata dall’assessore al lavoro, Tiziana Magnacca, ad un tavolo tecnico con i sindacati e le Asl. Nell’occasione, le Asl hanno ribadito la disponibilità a verificare la possibilità di impiegare una parte di questo personale su altri servizi, ma ad oggi questi spazi non si sono ancora aperti e in ogni caso qualunque decisione sull’organizzazione aziendale dell’operatore privato è di sua esclusiva competenza. Non è risultata neppure percorribile la possibilità di riattivare temporaneamente a Treglio le linee dati che nel frattempo erano state spostate a Teramo, per ragioni tecniche e di sicurezza informatica. La politica può solo mediare, non intervenire su un contratto aggiudicato e in essere, anche perché non mi sembra che nessuno abbia sollevato questa vicenda quando fu pubblicato il capitolato tecnico. In quella fase si sarebbe potuto intervenire, oggi è tutto molto più complicato, ma resta fermo il mio impegno personale a percorrere ogni iniziativa, nel rispetto delle norme e delle procedure, per tutelare i livelli occupazionali”.
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