Tra i giovani amministratori e dirigenti arrivati da tutta Italia: Federica Venturelli (Assessora Modena), Alice Amatore (Assessora Foggia), Lorenzo Pacini (Assessore Municipio 1 Milano), Tommaso Sasso (Roma), Chiara Pili (Cagliari), Zoe Strombaart (Massa Carrara), Angela De Nicola (Perugia), Filippo Bartolucci (Consigliere Comunale Jesi), Federico Lobuono (Roma), Nazario Frascaria (Foggia), Ludovico Manzoni (Milano), Ludovica Gentile (Napoli), Antonella Masciulli (Bologna).
Tra le presenze abruzzesi, sono intervenuti il vicesindaco di Loreto Aprutino Federico Acconciamessa, Paolo Pratense di Città Sant’Angelo– al quale l’iniziativa ha espresso sostegno per la candidatura alle elezioni provinciali – il sindaco di Castiglione Messer Raimondo Vincenzo D’Ercole.
Al centro del dibattito una domanda netta: cosa significa oggi governare a sinistra? Come trasformare valori e mobilitazioni in scelte amministrative concrete su politiche sociali, sicurezza urbana, partecipazione, sviluppo e qualità della vita?
Ha portato un contributo anche Andrea Orlando, già ministro del Lavoro, della Giustizia e dell’Ambiente: “Chiediamo ai cittadini di Pescara di sostenere Carlo Costantini e sono felice di dare oggi il mio sostegno alla candidatura di Claudio Mastrangelo, giovane dirigente politico preparato. Oggi l’unico modo serio di governare è quello di sinistra: mentre la destra mostra tratti autoritari soprattutto verso i più deboli, governare a sinistra significa avere l’ambizione di modificare i rapporti di forza e ampliare diritti e opportunità”.
A conclusione dell’iniziativa, Claudio Mastrangelo ha dichiarato insieme a Saverio Gileno: “Oggi più di 150 ragazze e ragazzi di Pescara, giovani amministratrici e giovani amministratori da tutta Italia, si sono interrogati qui nella nostra città su che cosa voglia dire governare a sinistra, se le lotte che vengono dai nostri valori possono essere trasformate in prassi concrete di governo dei territori, dal punto di vista delle politiche sociali, dal punto di vista dell’aggregazione e della vita vissuta nei luoghi delle città che non devono svuotarsi, ma devono essere riempiti dalla vita delle persone, a una nuova governance orizzontale dello sviluppo fondata sulla coprogrammazione e la coprogettazione col terzo settore, fino all’annosa questione della sicurezza e di spazi che devono essere sempre più a misura di donna, di bambino e di anziano.”
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