La Confraternita, retta da qualche mese dal dinamico Priore Massimo Chicarella, ha sede nella Chiesa di Sant’Antonio Abate che, lo scorso 2025, ha compiuto 600 anni, essendone stata completata l’edificazione nel 1425, come recita l’iscrizione sopra il portale.
Un tempo questo sacro edificio, posto lungo il tracciato della Tiburtina Valeria, fungeva anche da ricovero per i viandanti e da ospedale, sull’esempio dei monasteri dell’Ordine degli Antoniani. Questi monaci, sorti in Francia nell’XI secolo, erano specializzati nella cura del "fuoco di sant’Antonio” (ergotismo) e praticavano le cure attraverso unguenti ricavati dal grasso del maiale; ecco perché questo animale domestico è associato al grande Santo della Tebaide.
La Confraternita di Tagliacozzo conta circa 30 iscritti, tra cui il Sindaco Vincenzo Giovagnorio che ne fa parte dal 1981. Il direttivo è composto dal segretario Nicola Torturo, il cassiere Claudio Fiorentini, il maestro dei novizi Giovanni Ciamei e dai consiglieri Bruno Iacomini, Luciano Amicucci e Luca Conti.
Le attività del Sodalizio, oltre alla cura delle celebrazioni liturgiche e delle devozioni, ricomprendono la gestione delle proprietà immobiliari, tra cui le chiese di Sant’Antonio Abate, di Santa Maria del Soccorso, del Calvario, della cosiddetta Immaginetta, e di terreni e boschi, ed ora si sono estese anche a supporto di realtà sociali, come ad esempio è avvenuto nella visita, domenica scorsa 18 gennaio, ai ‘ragazzi’ ospiti della casa-famiglia “Dopo di noi” Anffas".




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