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sabato 17 gennaio 2026

SULMONA BENE IN COMUNE: "SULMONA NON È IN VENDITA: I 3 MILIONI DELLA SNAM SONO UN’OFFESA AL NOSTRO FUTURO"

SULMONA - "Mentre il Sindaco tratta "l'elemosina" per compensare la centrale e il metanodotto, noi ribadiamo che il danno ambientale e d'immagine alla Valle Peligna è incalcolabile.​Come Sulmona Bene in Comune riteniamo che accettare questa cifra significhi svendere il territorio e legittimare un’opera che i cittadini hanno rigettato con forza per anni. Non si tratta solo di una questione economica, ma di dignità. Il metanodotto e la centrale di compressione avranno un impatto ambientale e paesaggistico che durerà per decenni. Una somma "una tantum" scompare in un bilancio comunale, ma lo scempio resta.Stiamo puntando sul turismo sostenibile, sul Parco della Maiella e sulla bellezza del nostro paesaggio. Un'opera del genere svaluta Sulmona in modo irreversibile.

​Il Sindaco dovrebbe essere il primo difensore dell'integrità del territorio, non il liquidatore che cerca di ottenere il miglior prezzo per una ferita che non rimarginerà.

Il problema non è solo quanto Snam sia disposta a pagare, ma cosa Sulmona rischia di perdere. Un’opera di questo impatto attraversa un’area ad alta vulnerabilità sismica, compromette terreni agricoli, altera paesaggi, incide sul valore immobiliare e introduce rischi permanenti per la popolazione. Pensare che tutto questo possa essere “compensato” con tre milioni di euro significa accettare una logica pericolosa: quella secondo cui la salute, la sicurezza e il futuro di una comunità abbiano un prezzo.
Un risarcimento economico, per essere tale, dovrebbe coprire non solo i danni immediati ma anche quelli futuri, diretti e indiretti. Chi si farà carico della perdita di attrattività del territorio? Chi risarcirà i cittadini per la svalutazione delle loro case? Chi pagherà il prezzo di un eventuale incidente o delle conseguenze sanitarie nel lungo periodo? A queste domande, la cifra proposta non dà alcuna risposta credibile.
C’è poi un nodo politico centrale: Sulmona non può essere trattata come territorio sacrificabile. Accettare una somma simbolica rischia di legittimare un modello di sviluppo calato dall’alto, che ignora la volontà dei cittadini e le vocazioni naturali del territorio.

Inoltre, una trattativa condotta senza un reale coinvolgimento del Consiglio comunale e della cittadinanza mina il principio di trasparenza democratica. Decisioni di questa portata non possono essere affidate a negoziazioni riservate: serve un confronto pubblico, documentato e partecipato, che metta al centro l’interesse collettivo e non l’emergenza di bilancio.
Come Sulmona Bene Comune riteniamo che la strada non sia quella di “monetizzare” il dissenso, ma di rafforzare ogni azione politica e istituzionale volta a fermare o rivedere radicalmente il progetto. Se davvero si vuole parlare di compensazioni, queste dovrebbero essere proporzionate, strutturali, vincolate e soprattutto subordinate alla tutela della salute e dell’ambiente.
Tre milioni di euro possono forse tappare qualche buca, ma non riparano una ferita permanente al territorio. Sulmona merita rispetto, non un prezzo al ribasso sul proprio futuro".

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