È necessario inoltre chiarire un punto fondamentale: il Museo Ovidio non è oggi stabilmente riaperto. È stato reso accessibile per alcuni giorni e per singole iniziative, ma resta di fatto chiuso e privo di una programmazione continuativa. Tra un’apertura episodica e la restituzione di un museo alla città esiste una differenza sostanziale, che non può essere elusa con formule comunicative.
Il Partito Democratico non mette in discussione il valore simbolico di quelle aperture né l’impegno organizzativo che le ha rese possibili. Ma un museo non può vivere di eventi isolati, né essere affidato esclusivamente alla buona volontà dei singoli. Senza una direzione, non esiste una visione culturale, non esiste una programmazione stabile, non esiste una responsabilità chiara nel tempo.
Richiamare questa mancanza non significa fare polemica sterile o ridurre il dibattito a una questione numerica. Significa esercitare un ruolo politico serio, chiedendo che alle parole seguano gli atti. Se il Museo Ovidio deve essere davvero un inizio, allora il passo successivo non può essere continuamente rinviato. La nomina di una direzione è una condizione necessaria non solo per il Museo Ovidio, ma per l’intero sistema museale cittadino: una figura indispensabile per accedere a finanziamenti e bandi pubblici, per costruire una programmazione integrata e per mettere finalmente a sistema una città che vuole dirsi d’arte, cultura e turismo.
Se si sceglie di evocare Ovidio, lo si faccia fino in fondo: le trasformazioni hanno senso solo quando qualcuno se ne assume la direzione. Su questo punto la Segreteria cittadina del Partito Democratico chiede chiarezza e si dichiara disponibile al confronto".
La segreteria cittadina del PD

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