Il presidente ha evidenziato come la nomina a Capitale italiana della Cultura assuma un significato che va oltre i confini regionali, rappresentando «la capacità dell’Italia di rialzarsi, di custodire il proprio patrimonio e al tempo stesso di innovarlo, facendo della cultura un motore di coesione sociale e di sviluppo».
Marsilio ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle aree interne e dei territori dell’Appennino, sottolineando la necessità di puntare sulla cultura come leva di rigenerazione e valorizzazione del capitale umano. «Non assistenza, ma visione; non isolamento, ma integrazione», ha ribadito, indicando l’Abruzzo come laboratorio di equilibrio tra modernità e tradizione, crescita economica e tutela del paesaggio.
Nel corso del suo intervento, il presidente della Regione ha ringraziato il Presidente della Repubblica per la sua presenza, il Ministro della Cultura per il sostegno al progetto, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e tutte le istituzioni che hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo, rivolgendo un ringraziamento speciale ai cittadini «che con forza e dedizione hanno ridato vita a una città ferita, ma mai vinta».
«Che questo anno da Capitale italiana della Cultura – ha concluso Marsilio – rappresenti per L’Aquila e per l’Abruzzo una nuova stagione di rinascita, di unità e di orgoglio nazionale».




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