Il ruolo di referente FISI per il Centro Sud Italia che, Arturo Como, ricopre da diversi anni, lo ha messo nelle condizioni di conoscere ed indagare la realtà fondistica di metà penisola. Il continuo confronto con gli altri comitati regionali arriva da troppo tempo alle medesime conclusioni, il Centro Sud Italia necessità di dotazioni impiantistich! Solo simili interventi gli permetteranno di poter continuare ad esistere in termini di Sci di Fondo. Diversamente lo Sci Nordico resterà una prerogativa del Nord Italia, dove, grazie alla presenza di cannoni per l’innevamento artificiale, non si è costretti a disdire gare e dove gli atleti hanno la facoltà di praticare ed allenarsi nella disciplina fondistica.
Un divario ed una diversità che vanno verso la disparità, verso la disuguaglianza, verso la discriminazione fra atleti appartenenti ad una stessa nazione.
Da ciò l’azione coraggiosa e indispensabile di Arturo Como di chiamare in adunata, presso la sala Giacomo Matteotti il prossimo 20 febbraio, tutti i presidenti dei comitati regionali della federazione italiana sport invernali, consiglieri federali, rappresentanze politiche regionali e nazionali, unitamente a figure di estrazione culturale.
Portare la questione “sopravvivenza Sci di Fondo” e tutto il comparto che gli è legato e di funzione, in una sala della Camera dei deputati, è un porre l’asticella dell’attenzione e dell’interessamento ad un livello alto ed istituzionalmente rilevante.
Il coinvolgimento ampliato è sinonimo di una richiesta di aiuto accorata, reale e motivata.
Tra pochi giorni si aprirà Milano-Cortina 2026, l’impronta organizzativa è stata tutta orientata a valorizzare luoghi, risorse umane e territoriali, patrimoni naturalistici e culturali. Si sono affidati allo sport e agli atleti che lo praticano messaggi e azioni dallo spessore morale e civilistico alti e distinguibili. Lo Sci di Fondo e tutto quello che rappresenta a livello storico, sociale ed identitario parlerà non solo attraverso gli atleti in gara, altresì mediante le figure e i ruoli affidati a Campioni Olimpici come Marco Albarello e Stefania Belmondo, solo per citarne alcuni. Questo la dice lunga sulla storia e sull’importanza dello Sci di Fondo a livello nazionale ed internazionale.
Con decisione e dedizione Arturo Como, ricorda che sottovalutare e tralasciare le difficoltà che la disciplina sportiva dello Sci di Fondo sta vivendo, sarebbe un “minare” i principi fondanti sanciti dalla Carta Olimpica. Lo sport va promosso e reso praticabile perché diritto umano universale, perché privo di elementi di discriminazione, perché promotore dei rapporti di amicizia, di solidarietà, di umanesimo, di rispetto reciproco, perché capace di attuare il superamento delle differenze politiche e territoriali. Lo Sci di Fondo foraggia il coraggio, l’impegno il miglioramento del singolo che affluendo nelle varie arterie della società, ne armonizza il ritmo e le pulsazioni, tramutando in pace e unione fra popoli diversi. Non è forse tutto quello che le nostre società stanno, già, sacrificando sin troppo, con i risvolti sociali che ben conosciamo?
Le Olimpiadi, continua il Como, sono il risultato di espressioni atletiche, spesso provenienti da piccoli club o associazioni sportive modeste che, con enormi sacrifici garantiscono un presidio sportivo, che diviene, quasi sempre, presidio sociale. Nelle piccole municipalità, contribuiscono con l’organizzazione di eventi, all’economia locale e creano brand turistici significativi. Un sistema, quello dello sci di fondo che va aiutato e non abbandonato per più ragioni.
Quello con la sala Giacomo Matteotti è un appuntamento da non sottovalutare, ottenuto con impegno, sacrificio e determinazione. Un pezzo raro di un mosaico pregiato, volto a creare un punto di ascolto nuovo e deciso a costruire soluzioni e possibilità.
Conclude questa sua testimonianza, diretta e appassionata, Arturo Como, ringraziando, la FISI, il comitato regionale abruzzese, i comitati regionali del Centro Sud Italia che da sempre gli sono vicini in questa battaglia e la sostengono pienamente. Grato a tutti coloro che, a livello politico regionale e nazionale interverranno, perché sinceramente vicini alla realtà del fondo, grazie ad ogni relatore che contribuirà a questa causa che, è primariamente civile e di identità.
Con passione si sta lavorando al programma definitivo, non si vede l’ora di renderlo noto perché il risultato di un progetto dedicato allo sport e ai giovani, a cui Arturo Como non intende rinunciare".
Nessun commento:
Posta un commento