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venerdì 27 giugno 2025

"ENERGUMENO DISTRUGGE LA SUA CELLA OPPONENDO RESISTENZA PASSIVA"

SULMONA - "Nardella (Cnpp-Spp): ora basta!..Trasferire e senza badare a spese i detenuti violenti!Sarà per il caldo rovente che caratterizza il vissuto dei detenuti e degli operatori costretti così come sono a subire la trasmittanza termica di ferro e cemento, elementi costitutivi questi ultimi, propri di molte carceri italiane; o molto semplicemente per la caratteristica che ha di essere detenuto poco incline al rispetto delle regole non solo fuori ma anche e soprattutto dentro un istituto di pena che, lo ricordiamo, dovrebbe servire a rinsavirlo ma che tutto fa, evidentemente, fuorché riuscire in tale intento.

Fatto sta che un energumeno, sedicente psichiatrico, rinchiuso nel carcere di Sulmona, ieri avrebbe seminato il panico presso la sezione adibita al contenimento di detenuti riottosi dell'ordinamento penitenziario del carcere peligno, distruggendo dapprima la sua cella salvo poi opporre resistenza passiva rifiutandosi di rientrare collocandosi in un'altra cella.
Dalle frammentarie notizie che ci arrivano sembrerebbe che il detenuto non abbia accettato l'idea di essere ubicato nella sezione adibita a reparto pro esecuzione misure ex 14 bis, L.354/75 ( sorveglianza particolare per gravi motivi disciplinari), misura richiesta per essere stato sorpreso a quanto pare con un telefonino.
Solo in tarda serata, grazie all'intervento del Vice comandante, il detenuto ha fatto rientro in un'altra camera detentiva.
Torna alla ribalta, sempre che ne sia mai uscito di scena, il problema dei mancati trasferimenti in altri istituti dei detenuti riottosi.
Il problema è acuito dalla scarsa presenza di personale ( sembra che in una sezione così delicata ci monti in servizio un solo agente e con tutto ciò che ne consegue in tema di rischi per la propria incolumità).
Il Dipartimento si deve dare una mossa.
Non può fare circolari che prevedono il trasferimento di detenuti riottosi salvo, come nel caso di Sulmona, non applicarle.
Il fatto di ieri dovrebbe fare capire a chi se ne sta a lavorare negli uffici del Dipartimento che con determinata gente non si scherza.
Chiediamo pertanto che la circolare sui trasferimenti dei detenuti violenti venga, senza badare a spese, assolutamente e sempre applicata".
Così il componente della Segreteria nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella 


"Terzo suicidio tra gli operatori penitenziari dall'inizio dell'anno.
Nardella (Cnpp-Spp)- Iavorare in carcere non aiuta chi soffre, anzi..."

"Stamattina un Sovrintendente di polizia penitenziaria di 58 anni, origini napoletane, si sarebbe sparato un colpo con l'arma, d'ordinanza.
 Il fatto è accaduto nel parcheggio della Casa Circondariale di Secondigliano. 
Dall'inizio dell' anno si contano ben 3 suicidi tra gli operatori penitenziari mentre già 36 sono i detenuti che hanno voluto mettere fine alla propria esistenza.
La mancanza di competenze specifiche in tema di psicologia del lavoro non ci permette  di stabilire con certezza se è il carcere che abbia determinato il tutto o altre questioni.
Fatto sta che sono tante, troppe le morti che si producono in questa maniera in una realtà che è risaputo essere altamente stressogena. 
Insomma non pensare a una correlazione tra gli eventi accaduti e il penitenziario di turno sarebbe come nascondersi dietro un dito.
Orrendo posto è il carcere. 
Lo è già di per sé figuriamoci se a chi ci lavora e vive vengono continuamente sottratti orgoglio e dignità. 
Eh si, perché  questo accade laddove  politiche succedutesi negli anni e rasentanti  incompetenza mista a menefreghismo, la fanno da padroni.
Lavorare e vivere  in carceri che scoppiano di sovraffollamento, ovvero in strutture elaborate in maniera ignobile e lasciate decadere,  non aiuta certo  chi qualche problema correlato a questioni esterne e/o interiori ce l'ha.  
Lo diciamo soprattutto, poi, se a mancare sono quelle situazioni ideali fatte di adeguati organici, sufficienti risorse e maggiori attenzioni in materia di welfare.
Cosa dire poi di un Corpo di Polizia Penitenziaria in possesso di uno dei codici disciplinari, il dlgs 449/92, che solo a leggerlo ti fa venire la pelle d'oca?
Crediamo che una riforma sostanziale dei regolamenti che argomentano sui diritti e i doveri dei poliziotti penitenziari andrebbe e subito fatta.
Lo diciamo a chi ha precise responsabilità in materia legislativa. Sempre che la loro coscienza sia abbastanza grande da supportare il peso del disastro prodotto qual è il mondo carcerario visto oggi e delle morti che in esso e attraverso esso si producono.
La coscienza, per l'appunto...."

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