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mercoledì 14 maggio 2025

CERVI ABRUZZO: "GRANDE VITTORIA AL TAR CHE BLOCCA LO STERMINIO DEI NOSTRI “BAMBI”!"

L'AQUILA - "Il TAR Abruzzo ha oggi dichiarato cessata la materia del contendere sul ricorso contro la delibera regionale che autorizzava l’uccisione di 469 cervi, tra cui 142 cuccioli di meno di un anno. I giudici amministrativi hanno preso atto del fatto che la delibera impugnata ha ormai esaurito i suoi effetti, essendosi conclusa la stagione venatoria lo scorso marzo.Una decisione che, pur non entrando nel merito, segna comunque un punto fermo: nessun cervo è stato abbattuto, grazie alla sospensiva ottenuta in extremis dal Consiglio di Stato e alla mobilitazione di migliaia di cittadini, attivisti e associazioni.“L’obiettivo era salvare quei cervi, e ci siamo riusciti. Chi ha contato gli animali era lo stesso che impugnava il fucile: un conflitto d’interessi inaccettabile. Non possiamo tollerare che la natura venga trattata come una riserva di caccia per interessi privati. Questa è e resta una vittoria per la vita” – dichiara Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani Onlus.

La lunga battaglia legale, iniziata nell’autunno 2024, aveva visto il TAR inizialmente respingere la richiesta di sospensiva, di fatto aprendo la strada all’abbattimento. Solo il successivo intervento del Consiglio di Stato ha permesso di congelare la delibera fino all’udienza di oggi.

La decisione odierna non cancella le criticità del piano di abbattimento, nato da un censimento gestito dai cacciatori stessi, con numeri gonfiati per giustificare l’intervento armato. Una logica che abbiamo fin dall’inizio denunciato come strumentale e pericolosa.

Nel frattempo, il dibattito sulla gestione della fauna selvatica si fa sempre più acceso. Quasi 10.000 firme di agricoltori sono state raccolte e consegnate al Consiglio regionale per chiedere una revisione delle normative e interventi mirati sui danni alle colture. Animalisti Italiani ritiene che soluzioni ecologiche, etiche e scientificamente fondate siano possibili, senza ricorrere alle fucilate.

    “I cervi non hanno voce, ma noi continueremo a parlare per loro. Finché ogni fucile sarà deposto e la natura sarà difesa, non ci fermeremo” – conclude Caporale.

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