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venerdì 21 marzo 2025

"VIA LA PLASTICA DALLA SPIAGGIA DI PESCARA. PRENDIAMOCI CURA DELLA SPIAGGIA, RACCOGLIAMO LA PLASTICA. LA PLASTICA IMPATTA L’AMBIENTE E NUOCE ALLA SALUTE UMANA"


PESCARA - " I volontari del Touring Club Italiano – Club di territorio di Pescara chiamano a raccolta tutti coloro che hanno a cuore l’integrità e la salubrità dell’ambiente per ripulire dalla plastica un tratto della spiaggia nord di Pescara.L’appuntamento è alle 10:30 di domenica 23 marzo, sull’arenile dello stabilimento Calypso, a sud, o di quello del Barracuda, a nord. I gruppi che qui si formeranno, muoveranno verso gli estremi opposti raccogliendo oggetti e frammenti di plastica che troveranno tra la sabbia. Quanto raccolto dai due gruppi sarà portato presso lo stabilimento Delfino Verde dove sarà selezionato, insaccato, pesato e depositato per la consegna ad Ambiente SpA, che ne curerà il prelievo e lo smaltimento.

In mare e sulla spiaggia la plastica degrada fino a spezzettarsi in parti minute, – afferma Elio Torlontano, console del Touring Club Italiano e coordinatore del Club di territorio di Pescara –. Le MICRO e NANOPLASTICHE inquinanti l’ecosistema marino sono assorbite dalla fauna ittica e, attraverso la catena alimentare, entrano nel nostro corpo senza che ce ne accorgiamo. La scienza ha anche accertato che la plastica degradata accoglie virus e batteri patogeni per la salute dell’ambiente, degli animali e dell’uomo. Pertanto, dovremmo essere consapevoli che non è più procrastinabile l’agire per ridurre la dispersione di plastica nell’ambiente e che, soprattutto, dobbiamo diminuirne la produzione.




Sul tratto di arenile scelto per la pulizia, si trovano in abbondanza spezzoni e parti intere di reti tubolari in polipropilene per la coltivazione dei mitili – dette reste – spiaggiate dalle mareggiate. Provengono dai campi di allevamento presenti al largo lungo tutta l’estensione della costa abruzzese, come d’altronde in altri tratti dell’Adriatico. Gli allevatori del mare salpano le reste immerse entro le quali crescono i mitili, le tagliano per estrarre i molluschi e le gettano in acqua anziché issarle a bordo e conferirle a terra per lo smaltimento. Tra la sabbia si trovano molti altri oggetti di plastica che il mare restituisce, ma anche i giochi dei bambini(secchielli, formine, palette, gonfiabili, ecc.) abbandonati sulla spiaggia a fine stagione balneare. E i filamenti di rafia sintetica che il vento stacca dagli ombrelloni di tipo hawaiano. Questi rifiuti sono i più insidiosi perché si spezzettano e degradano velocemente. Purtroppo sarà molto difficile raccoglierli.



Questa azione di cittadinanza attiva tesa a creare una più profonda coscienza pubblica ecologica, segue l’invio di sollecitazioni alle Istituzioni e, da ultimo, di documenti al Presidente della Giunta della Regione Abruzzo, al Sindaco di Pescara e al Comandante del Dipartimento Marittimo, poi più largamente diffusi, in cui si raccomanda l’adozione di provvedimenti concreti attraverso l’adeguamento dei Piani Marittimi, regionale e comunali, oltre che le norme sui rifiuti ed incentivi, se utili per velocizzare la transizione a gestioni ecocompatibili delle attività in mare e sulla spiaggia".


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