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giovedì 11 gennaio 2024

EXPORT: AUTOMOTIVE E FARMACEUTICO TRAINANO LA RIPRESA ABRUZZESE

PESCARA - "Studio Cna sui primi nove mesi 2023: 906 milioni d’incremento, quarta performance d’Italia.Saraceni e Calice: creare le condizioni per favorire le produzioni delle nostre piccole imprese.Sono le grandi multinazionali dell’automotive e della farmaceutica a trainare la ripresa delle esportazioni abruzzesi. Lo dice lo studio realizzato da Aldo Ronci su dati Istat e Coeweb, per
conto di CNA Imprenditori d’Italia Abruzzo, sui risultati relativi ai primi nove mesi del 2023.L’indagine è stata presentata questa mattina a Pescara nel corso di una conferenza stampa cui
prendono parte – con lo stesso Ronci – il presidente e il direttore regionale della CNA Savino
Saraceni e Silvio Calice. Tra gennaio e settembre dell’anno passato – dice così lo studio – la nostra
regione ha fatto segnare un incremento di 906 milioni di euro, pari al 13,7%, rispetto allo stesso
periodo del 2022: se allora l’insieme dell’export regionale ammontava a 6.615 milioni, nello stesso
periodo del 2023 si passa a 7.521, dato che piazza la nostra regione al quarto posto della
graduatoria nazionale, con una media Italia quattordici volte inferiore.
Ma i numeri, indubbiamente positivi, dicono anche altro: ovvero che i pilastri di questa buona
performance sono due, perché al tradizionale punto di forza della produzione dei mezzi di
trasporto si è aggiunge ora anche il farmaceutico. Dei 906 milioni di incremento registrati, infatti,
se è vero che la fetta maggiore (418 milioni, pari al 46%) è dovuta ancora alla produzione dei
mezzi di trasporto realizzata in Val di Sangro, è pur vero che dal comparto della produzione di
medicinali arriva una crescita di 354 milioni, che vale un robusto 39% in più rispetto al 2022.
Quanto ai territori, le variazioni dell’export nelle province abruzzesi riflettono nella loro
disomogeneità le tendenze delineate dei settori-chiave. Dunque, se Chieti (+429 milioni) e
L’Aquila (+249) riflettono i risultati di automotive e farmaceutica, è invece il Teramano a
manifestare (con 161 milioni in più) una dote di maggiore versatilità complessiva, visto che gli
incrementi arrivano anche dai prodotti tessili e dell’abbigliamento (+34 milioni; 27,3%),
dall’alimentare (+26;+32,7%), dagli accessori veicoli (+44;+52,5%): insomma, un paniere
decisamente più variegato di altri territori. Tutto ciò mentre il Pescarese si piazza in fondo alla
graduatoria con un incremento di 66 milioni.
Ma i buoni risultati dell’andamento dell’export abruzzese chiamano in causa anche le prospettive
per il mondo delle micro e piccole imprese. Aspettative richiamate sia dalle parole del presidente
regionale di CNA Imprenditori d’Italia Abruzzo, Saraceni («Si deve capire quale effetto positivo
questi risultati potranno produrre in futuro per il nostro mondo») che in quelle del direttore Silvio
Calice che lancia un messaggio anche al mondo istituzionale, Regione in testa: «Si tratta di favorire
processi di aggregazione positivi del mondo delle micro imprese, soprattutto legate al food, ma
anche ad altri comparti produttivi. Reti che possano creare le condizioni per un loro approdo
positivo sui mercati internazionali».

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