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lunedì 30 ottobre 2023

"TEMPI DURISSIMI PER CHI ABBANDONA I RIFIUTI. PREVISTA UN'AMMENDA FINO A 10.000 EURO"


L'AQUILA - "Una delle deprecabili azioni umane capace di trasformare la convivenza civile in carta straccia è rappresentata dall'insano gesto di buttare rifiuti ovunque.
Da alcuni giorni chi sarà colto nell'intento di farlo sarà sottoposto ad una vera e propria batosta.
L'abbandono dei rifiuti, infatti, da semplice illecito amministrativo è  considerato a tutti gli effetti reato contravvenzionale con tanto di pena connessa la cui ammenda potrà raggiungere anche i 10.000 euro.
Questa è la novità introdotta dal D.L. n. 105/2023, convertito dalla L. n. 137/2023.
In particolare, il comma 1, dell’articolo 6-ter, della L. n. 137/2023, di conversione del D.L. n.105/2023, modifica il comma 1 dell’articolo 255 (rubricato: Abbandono di rifiuti) del D. Lgs. 152/2006, prevedendo la trasformazione da illecito amministrativo a reato contravvenzionale la fattispecie di abbandono di rifiuti. La sanzione amministrativa da 300,00 a 3.000,00 euro viene trasformata alla previsione della pena dell’ammenda da 1.000,00 a 10.000,00 euro. Aumentata fino al doppio se l’abbandono riguarda rifiuti pericolosi. Il nuovo comma 1 stabilisce testualmente: «1. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 256, comma 2, chiunque, in violazione delle disposizioni degli articoli 192, commi 1 e 2, 226, comma 2, e 231, commi 1 e 2, abbandona o deposita rifiuti ovvero li immette nelle acque superficiali o sotterranee è punito con l'ammenda da mille euro a diecimila euro. Se l'abbandono riguarda rifiuti pericolosi, la pena è aumentata fino al doppio». 




«Quando l'inquinamento è prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata da un terzo alla metà. Nel caso in cui l'inquinamento causi deterioramento, compromissione o distruzione di un habitat all'interno di un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, la pena è aumentata da un terzo a due terzi».




 «Quando il disastro è prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata da un terzo alla metà».
Insomma gli sporcaccioni sono avvisati".
MN

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