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giovedì 16 marzo 2023

PESCOCOSTANZO: IL TESORO DELLA SCARSELLA

PESCOCOSTANZO - "A Pescocostanzo quaranta metri di fila per assaggiare i prodotti della biscotteria Di Giacomo: una risorsa di gusto e tradizioni che a Pasqua mette sul bancone la “Scarsella”.Lo scorso anno dovette intervenire la polizia municipale per gestire la fila da quaranta metri che si era creata davanti al locale: 13 metri quadrati di vendita al bancone e 13 per il laboratorio, diventati una tappa irrinunciabile per turisti e non.La biscotteria Di Giacomo a Pescocostanzo è stata travolta dal successo anche grazie al portale che il Gal Abruzzo Italico-Alto Sangro (www.gustaias.it/altosangro/) ha realizzato, proprio al fine di aiutare nella gestione e nella promozione una serie di aziende dell’Alto Sangro. Il gusto che diventa un’esperienza, anche turistica.Chiusa la stagione invernale, presumibilmente con l’ultimo fine settimana sugli sci in arrivo; Luciano e Silvana, marito e moglie, si preparano per affrontare ora la sfida di Pasqua che, per loro e per Pescocostanzo, ha sostanzialmente un nome: “Scarsella”. Un involucro di pasta frolla farcito con formaggio primo sale, pecorino, parmigiano, cannella, uva sultanina, cedro, uova e zucchero. Una ricetta antica e della tradizione che chi non ha la fortuna di vederla preparata nelle case dei pescolani, può comunque gustarla grazie al biscottificio Di Giacomo: “Tra una decina di giorni ci metteremo al lavoro – spiega Luciano Di Giacomo – per iniziare ne faremo quattrocento pezzi, ma già sappiamo che non basteranno”.



Talmente richiesta la Scarsella che il biscottificio ha deciso di dedicargli anche una settimana “fuori stagione”: “Anche se è un dolce tipico di Pasqua – continua il gestore della biscotteria Di Giacomo – lo riproponiamo nella settimana dall’8 al 15 agosto. Dentro non c’è solo un prodotto genuino e buono, ma anche un pezzo della tradizione e del territorio. E’ un binomio molto apprezzato dai nostri turisti”.



Così come la celebre “pizzella di Pescocostanzo”, attestata già dalla metà del Settecento, lavorata con il ferro di famiglia, e che si distingue per l’equilibrio degli ingredienti e la presenza di cannella.

E poi ancora biscotti tradizionali, crostate, ciambelle, cantucci, “tutti prodotti secondo le ricette rubate alle nonne e alle zie – aggiunge Luciano Di Giacomo – sapori di un tempo, rimasti fedeli alla tradizione”.



Non che il coraggio di cambiare manchi a questi due artigiani del gusto: nata nel 1989 come polleria, la Di Giacomo è diventata poi pasta all’uovo (prodotto che continua a fare), poi salumeria e nel 2010 forno-biscotteria. “Con la biscotteria c’è stata una vera e propria svolta – conclude Di Giacomo – un successo enorme che cerchiamo di gestire al meglio anche grazie alla rete del Gal. Le nostre due figlie hanno scelto altre strade professionali, ma noi speriamo che un giorno, quando andremo in pensione, ci sia qualcuno che voglia portare avanti questo pezzo di Pescocostanzo”.

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