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sabato 25 giugno 2022

"CHI È PIETRO DI ANGELERIO?"

SULMONA - "Chi è Pietro di Angelerio? E’ certo che sia nato in Molise da umili genitori? Perché si sa ben poco della sua infanzia, del paese natio, del convento che l’ospitò, dell’abito indossato e degli studi giovanili? La scelta eremitica sulla Maiella e sul Morrone è stata casuale? Perché è stato incoronato all’Aquila? La bolla della Perdonanza è autentica? E’ davvero Celestino V l’autore del «gran rifiuto»? Perché quell’inquietante buco nel cranio? Come mai è sepolto a Collemaggio? L’insegna papale caratterizzata dal leone può dirsi “sua”?A questi e altri interrogativi ha tentato di rispondere il saggio Celestino V. Al secolo Pietro di Angelerio. Storia e altre storie del papa Santo di Sulmona, scritto da Fabio Valerio Maiorano, presentato ieri da Giulio Mastrogiuseppe, Presidente dell’Associazione Celestiniana, nel cortile del Palazzo dell’Annunziata.Progetto editoriale dell’Accademia degli Agghiacciati e dell’associazione PON Alumni, con il sostegno finanziario della Fondazione Carispaq, il saggio si basa su documenti d’archivio e su attendibili fonti bibliografiche che tracciano una biografia “innovativa” di Celestino V,


mettono in discussione alcune vicende della sua vita e aprono interessanti orizzonti di riflessione sulla sua parentesi umana, sul periodo in cui visse e sugli eventi che ne hanno condizionato le scelte: fatti esaminati con rigore scientifico, letti e interpretati nel rispetto delle fonti e collocati nel loro doveroso contesto storico.Dei tanti segreti che ne costellano la vita, un dato è però inconfutabile: quale che sia il paese natale, Pietro di Angelerio è “cittadino di Sulmona”; ed è sulmonese perché in questi territori è vissuto per oltre cinquant’anni, per sua libera scelta; su queste montagne ha sublimato la sua esperienza ascetica, qui ha pregato e si è dedicato al Signore, qui ha fondato la sua congregazione monastica, qui ha innalzato chiese, eremi e conventi, qui ha operato la gran parte dei miracoli; qui, tra le rocce del Morrone, aveva deciso di chiudere i suoi giorni, qui gli è stata comunicata l’elezione sul trono papale, qui ha voluto tornare – vestito del solo saio – dopo la rinuncia alla tiara; ed è qui che Pietro di Angelerio si è sentito “cittadino” della comunità sulmonese che l’ha accolto e protetto, che gli ha donato la terra per erigere la sua prima chiesa ai piedi del monte Morrone".

         



                Franco Cavallone                                  Carlo Alicandri Ciufelli


Presidente Accademia degli Agghiacciati            Presidente PON Alumni

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