Due anni dopo venne posta la prima pietra in presenza del rappresentante dell’Ambasciatore di Francia, del sottosegretario agli Interni, Mariani, e dello stesso ingegner Rancilio.Così risorse la Casa Museo Mazzarino, grazie a Giuseppe Buccella.A fare gli onori di casa il sindaco di Pescina Mirko Zauri, il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, il consigliere regionale Mario Quaglieri, il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, oltre ai rappresentanti amministrativi dei comuni marsicani e i familiari del giornalista tanto caro alla comunità marsicana.Visibilmente emozionato, il sindaco di Ortona dei Marsi e nipote dello scrittore, Giuseppe Buccella.Sala piena inoltre ai convegni curati dal dott. Franco Francesco Zazzara e dal generale Vero Fazio.Ha presentato la cerimonia la giornalista Alina Di Mattia e ha moderato i convegni l'ingegner Gaetano Lolli".
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domenica 24 aprile 2022
SVELATA L'EPIGRAFE DEL GIORNALISTA GIUSEPPE BUCCELLA COLUI CHE TROVO' CASA A MAZZARINO
PESCINA - "Svelata l'epigrafe dedicata al giornalista Giuseppe Buccella, grazie al quale fu ricostruita la dimora abruzzese del Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino.Il riconoscimento “ad perpetuam rei memoriam” voluto dal Direttivo della Casa Museo Mazzarino per omaggiare chi si spese per ricostruire la casa di colui “che possedeva le chiavi del cuore di Anna d’Austria e le redini della Francia”.La storia ebbe iniziò nel novembre del 1969, quando, sul settimanale “Realtà politica” apparve un articolo nel quale il giornalista Giuseppe Buccella denunciava il grave stato in cui imperversava la casa dei Mazzarino, distrutta dal terremoto del 1915.L’articolo fu letto dall’ingegnere italo-francese Gervais Rancilio, di passaggio nella capitale, che contattò il giornalista e si prodigò per reperire la somma necessaria alla ricostruzione del fabbricato, circa 80 milioni di lire dell’epoca.Correva l’anno 1970, e l’allora ministro dell’economia Valery Giscard d’Estaing autorizzò il trasferimento dei fondi necessari ai lavori, grazie anche all’impegno di Madeleine Laurien Portemer, direttrice della Biblioteca Mazzariniana di Parigi.
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