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mercoledì 7 aprile 2021

CARCERE DI SULMONA "FUORI" NORMA? MAURO NARDELLA (UIL)"PROGETTARE ADEGUAMENTO STRUTTURALE PER FARE RESPIRARE TUTTI GLI ATTORI PENITENZIARI"

SULMONA - "Da alcuni giorni sono ripresi al carcere di piazzale vittime del dovere i lavori per il completamento del nuovo padiglione in grado di ospitare ulteriori 200 detenuti rispetto agli attuali 400 ivi ristretti.Con essi però si ripresenta puntualmente lo spettro di un possibile collasso dell'intero sistema qualora dovesse permanere l'attuale situazione e che riteniamo essere storicamente tra le più gravi dal punto di vista amministrativo.Se non si adotteranno misure ad hoc dal punto di vista sia strutturale che legate alle carenze degli organici ( di tutti gli operatori penitenziari e non solo di polizia penitenziaria)  correremo seriamente il rischio di veder cadere ogni speranza di risollevamento delle sorti di un penitenziario che lo ricordo è tra i più importanti d'Italia.Ad una adeguata presenza di sottufficiali di Polizia penitenziaria, che ben si plasmera' con gli organici necessari nel momento in cui il nuovo padiglione andrà a regime, fa da contraltare una gravissima penuria di personale rientrante nel ruolo pilastro qual è quello degli agenti ed assistenti  ( - 48 rispetto all'organico previsto senza tenere conto di quelli ulteriormente necessari per il nuovo padiglione).Il numero di educatori è del tutto insufficiente mentre presto andrebbe completamente rivisto anche quello facente capo ai restanti comparti delle " Funzioni Centrali"  e dell'Area sanitaria.Non essendo provvisti di bacchetta magica ( in Italia mancano all'appello ben 17.000 poliziotti penitenziari mentre i concorsi per gli educatori sono fermi al palo )   bene sarebbe, almeno per il momento,  valutare l'adozione di altre soluzioni.Tra queste la UIL ha  proposto, nella riunione tenutasi con la Direzione del carcere nei giorni scorsi ed alla quale ha presenziato oltre allo scrivente in rappresentanza della CST Uil Adriatica Gran Sasso anche il segretario locale Claudio Centofanti, quella di adeguare i vecchi padiglioni ai voleri dell'oramai datato  regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario ( DPR 230/2000) "riportando" a norma un istituto che allo stato attuale non rispetterebbe alcuni parametri previsti dallo stesso regolamento.Il carcere di Sulmona a distanza di 21 anni dal varo del nuovo regolamento risulta infatti sprovvisto di camere di pernottamento per i detenuti dotate di docce e acqua calda  (art. 7 del DPR 239/2000).Mettere in cantiere un progetto di ristrutturazione dei padiglioni  chiudendoli temporaneamente rappresenterebbe un autentica boccata d'ossigeno nelle more di un generale adeguamento degli organici.Un alternativa a dir la verità ci sarebbe: non aprire il nuovo padiglione!"
 

Mauro Nardella componente della segreteria confederale CST UIL Adriatica Gran Sasso


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