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giovedì 4 marzo 2021

"L’IMMOBILISMO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E LA SCARSA ATTENZIONE DEDICATA ALLE POLITICHE ATTIVE IN MATERIA AMBIENTALE , TESTIMONIA ANCORA UNA VOLTA LA LIMITATA CAPACITÀ DI “VISIONE” E DI PROGRAMMAZIONE DELL’ ATTUALE CLASSE DIRIGENTE AL GOVERNO DELLA CITTÀ"

SULMONA - “L’immobilismo dell’Amministrazione comunale e la scarsa attenzione dedicata alle politiche attive in materia ambientale ed all’educazione delle nuove generazioni sui temi dello sviluppo sostenibile, testimonia ancora una volta la limitata capacità di “visione” e di programmazione dell’attuale classe dirigente al governo della città”. Una città che viaggia in senso inverso rispetto alle previsioni ed alle politiche della U.E e Nazionali.Tre anni fa nel denunciare, in un silenzio assordante ad opera degli Amministratori Comunali, la revoca della qualifica di Centro di Educazione Ambientale di interesse regionale al CEA “Paolo Barrasso”, avvenuta con la D.G.R. n.820 del 22/12/2017, evidenziai di come Sulmona stesse perdendo un polo culturale che aveva brillato per iniziative e per aver concorso ad educare le nuove generazioni alle “buone pratiche” comportamentali.A distanza di 36 mesi, e nel constatare che nessun atto o passo è stato compiuto nella direzione di un tentativo di riattivazione del Centro e/o di qualsivoglia altra iniziativa tematica, non resta che certificare quanto ancora Sulmona stenti a proiettarsi nel “futuro” e quanto poco creda nella possibilità di attivare percorsi finalizzati a stimolare modelli di sviluppo calibrati sulla sostenibilità competitiva e di prossimità.
Mentre la U.E., gli Stati e le Regioni discutono di Next generation EU, di PNRR, della Programmazione Comunitaria 2021/2027 e della necessaria adozione di strumenti normativi, amministrativi e regolamentari per dare attuazione alla transizione verde e digitale, al fine di promuove un salto qualitativo sia sul piano della governance e sia sotto il profilo dei processi di gestione territoriale e dei sistemi educativi, l’Amministrazione , chiusa in un rifugio di autoreferenzialità e con scarsa propensione ad aprirsi a modelli innovativi, promuove qualche incontro e cerca una
coesione territoriale su progetti allo stadio preliminare e di non chiara qualificazione.
Eppure non sarà sfuggito ad alcuno che tutti i bandi di recente pubblicazione, tanto dei Dipartimenti della Presidenza del Consiglio quanto dell’ANCI, muovono nella direzione di stimolare e dare attuazione ai 17 goals dell’Agenda 2030, e segnatamente quello regolato dal 4 obbiettivo riferito ad “Istruzione di Qualità”-Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva- promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti-“ con lo scopo di favorire un’interrelazione tra dinamiche economiche, crescita sociale e qualità ambientale e valorizzazione del Capitale Umano.
Si punta a creare, quindi, Comunità Educanti idonee a condurre il pensiero in direzione ecologica e a formare le nuove generazioni in un’ottica di co-responsabilità gestionale in grado di favorire il superamento delle insularità operative in favore di un arcipelago di relazioni intersettoriali che sostanzieranno poi in una sostenibilità competitiva nei processi gestionali della società
E quale strumento poteva essere più qualificato e pronto per strutturare processi di sensibilizzazione e di informazione se non il Cea Barasso?
Un’altra occasione persa, quindi, ed un’altra opportunità che va sfumando per il territorio e per la città di Sulmona. Eppure sarebbe stato semplice ipotizzare un modello operativo che avesse nel Cea la sua struttura di riferimento e nel Parco Fluviale un’aula decentrata polifunzionale per declinare in assi tematici l’outdoor education.
In tal senso i recenti indirizzi del MIUR,e le esigenze emerse nel periodo pandemico, hanno rappresentato probabilmente uno spartiacque fra il passato ed un presente necessitante di forme innovative di educazione da configurarsi prevalentemente come processi da svolgersi in modo permanente all’aperto ed in grado di costituire agorà pubblici , con l’obiettivo di migliorare, attraverso la valorizzazione sistemica e integrata di risorse e competenze territoriali, la capacità di resilienza e di sostenibilità areale.Senza poi parlare dell’impossibilità, a causa di mancata programmazione, di promuovere politiche attive volte a dare concretizzazione ai 5 obiettivi della Politica di Coesione, con particolare riguardo ad una Citta più verde e sociale, e perseguire l’adozione di strumenti volti a dare corpo alla Strategia Nazionale e Regionale sull’Adattamento ai Cambiamenti Climatici e sulla Biodiversità.Sembrano parole, ma sono fatti: l’Europa, con il Green Deal, ha disegnato e declinato misure destinate a trasformare il modo di produrre e di vivere.
E lo ha fatto programmando uno dei maggiori investimenti economici e finanziaria degli ultimi 100 anni.Farsi trovare impreparati e, come ho scritto qualche tempo fa rispetto ad un altro fantomatico progetto infrastrutturale, non puntare su idee volte a migliorare la reale competitività della città , ma semplicemente inseguire “bisogni” per presentare una qualche richiesta estemporanea di finanziamento, non porterà che alla conquista di una marginalizzazione istituzionale, economica e sociale.
C’è ancora un po’ di tempo per invertire la rotta, ma occorre essere in grado di guardare il “futuro”,comprendere i fenomeni in atto e prevedere articolazioni progettuali corrispondenti alla reali vocazioni del territorio.
Ambiente e/è Vita crede che la forza di questi territori sia indissolubilmente legata a ciò che rappresenta: un valore paesaggistico identitario di eccellenza, un patrimonio di biodiversità di valore mondiale, un’ insieme di tradizioni culturali e storiche di assoluta qualità.
Sulmona quale “Porta dei Parchi”, Sulmona quale snodo intermodale di mobilità sostenibile, Sulmona quale città d’Arte e Tradizioni, Sulmona capace di erogare servizi qualificati , Sulmona capace di essere di essere centro di elaborazione culturale e centro di modelli educativi innovativi e all’avanguardia.
Una Sulmona,Città Sostenibile e competitiva che ha radici profonde , ma sa interpretare il futuro".


Il Segr. Reg.,le di Ambiente e/è Vita Abruzzo
 Patrizio Schiazza

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