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martedì 26 gennaio 2021

"L’ABRUZZO COME LA LOMBARDIA: LE REGIONI (NON) DANNO I NUMERI, COSÍ I SERVIZI VENGONO INTERROTTI O SOPPRESSI. LA DIMOSTRAZIONE È L’ASSURDO CASO DEL PUNTO NASCITE DI SULMONA"

SULMONA - "Il Coordinamento regionale Abruzzo del Movimento per l’Equità Territoriale – 24 agosto vuolestigmatizzare l’ennesimo episodio di spoliazione di uno dei territori più svantaggiati e maltrattati della regione Abruzzo e dell’intero Centro-Sud.Con una decisione quanto meno inopportuna, data la stagione pandemica che stiamo attraversando,il Ministero della Salute ha fatto sapere che il punto nascite dell’ospedale S.S. Annunziata di Sulmona dovrà essere soppresso causa calo delle nascite e pare, udite udite, in conseguenza del fatto che l’assessorato alla Sanità abruzzese non ha comunicato se e come vengono garantiti i parametri essenziali al mantenimento del centro nascite (personale, rianimazione ecc.).
Né l’Assessora Verì, nonostante le ripetute assicurazioni ribadite nel tempo, si è mossa nella direzionedi evidenziare questi dati, soprattutto considerato lo stato di emergenza nazionale e le particolari
condizioni orografiche in cui versano l’Area Peligna e Altosangrina servite dal nosocomio sulmonese.
Ne sia prova inconfutabile che da Sulmona si potrebbe tranquillamente andare a partorire ad Isernia,
come affermano dal Ministero.
Il parere espresso, oltre a dare dimostrazione della totale ignoranza delle conoscenze minime di
geografia fisica e politica di Abruzzo e Molise dell’apposita Commissione ministeriale (magari
pensano che si tratti ancora di una sola regione), è stato formulato in base a dati che sembrerebbe non
possedere e che nessuno si sarebbe curato di trasmettere o evidenziare.
Di chi sia stata l’eventuale negligenza appare evidente, tuttavia la questione è troppo seria per le
cittadine e i cittadini di queste aree del territorio abruzzese.
Se l’intenzione è quella di impedire a madri di partorire e a figli di nascere in queste zone già
martoriate da decenni di incapacità gestionale e amministrativa della regione e di chi l’ha diretta,
sarebbe opportuno che i sindaci componenti del comitato ristretto della ASL L’Aquila-AvezzanoSulmona, comincino a segnalare alla magistratura l’interruzione potenziale di un pubblico servizio
per quella che, stando alle notizie circolanti, apparirebbe come una reiterata omissione d’atti.
Questo tanto per cominciare a fare chiarezza riguardo a chi, come e perché ha preso o meno decisioni
che, nella forma e nella sostanza, negano il diritto alla vita e alla salute di migliaia di abruzzesi.
Meridionali certamente, ma italiani tanto quanto un pescarese o un bergamasco".
Referente Abruzzo


MOVIMENTO 24AGOSTO EQUITA’ TERRITORIALE
Massimo Lo Priore

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