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sabato 16 gennaio 2021

L’ ARTISTA MARSICANO EMANUELE MORETTI TIFA PER L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA

TAGLIACOZZO - «Sono ormai otto secoli che nel cuore dei nostri monti ha intrecciato il proprio nido non l’orientale fenice ma una superba Aquila il cui destino, come l’uccello mitologico, la vede rinascere ciclicamente dalle proprie ceneri». È il pensiero dell’Artista marsicano Emanuele Moretti che con il Capoluogo d’Abruzzo ha sempre avuto un intenso rapporto fatto di esperienze catartiche ed edificanti.«L’Aquila merita di essere Capitale della cultura 2022 perché, dopo le distruzioni subite, con fatica e tenacia, è sempre risorta più bella e forte di prima! L’AQUILA È UN’OPERA D’ARTE IN DIVENIRE che alla contemplazione genera la vita, la bellezza, l’eudaimonìa».Da questi concetti traggono ispirazione molte opere di Moretti il cui animo è legato indissolubilmente a questa Città. L’artista è pervaso dalla meraviglia di condividere con L’Aquila un destino d’eccezione: il crollo e la riedificazione, la sofferenza e la speranza.Il dualismo del percorso artistico di Moretti, in quest’ultimo tratto della sua esperienza, genera le suggestioni delle peculiarità aquilane che vedono alternarsi immanenza e trascendenza, fede e ragione.Questa commistione tematica è insita nel sostrato culturale dell’Aquila che da anni celebra l’arte e la scienza nella manifestazione “La notte del ricercatore”, durante la quale sono celebrate la tecnologia, la creatività e l’estetica. E di questa mirabile sintesi, unica nella nostra Penisola, Moretti ha voluto parlare al Mondo con le esposizioni delle proprie opere in molte nazioni nei diversi continenti.Attraverso la sua arte ha voluto illustrare l’altezza delle cime innevate del Gran Sasso e la profondità della ricerca scientifica dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, così come ha tratto ispirazione dalla perfezione delle linee architettoniche degli antichi palazzi e chiese e dalla cromaticità dei tramonti o delle albe che irrorano di rosso e di oro il profilo dei monti e i tetti della Città federiciana. Il suo lavoro Human Entanglement, selezionato  nel 2018 per il progetto “Art & Science, Across Italy: i colori della scienza, nell’arte della ricerca scientifica”, ideato dall’INFN e dal CERN di Ginevra, ne è testimonianza. L’esperienza aquilana di Moretti prosegue nel suo contributo al “Museo accessibile”, progetto per la valorizzazione delle opere custodite nei diversi luoghi di culto, e nel potente impatto emotivo che hanno generato in lui i dipinti dell’artista adelfiano Giovanni Gasparro, custoditi nella restaurata basilica di San Giuseppe Artigiano.

Le opere sacre esposte al Munda (Museo Nazionale d’Abruzzo), gli hanno ispirato la realizzazione di lavori quali “Via Crucis, la passione di Cristo”, ciclo di quattordici tele eseguite tra il 2016 e il 2018 e “Stella Maris” 2020), opera conservata ora nel Museo dello Splendore a Giulianova.

«La valorizzazione dell’Arte contemporanea trova nell’inaugurazione degli spazi espositivi del MAXXI, una certa attestazione della sensibilità culturale e dell’apertura al mondo dell’Aquila che, nell’ultimo decennio, ha voluto ampiamente dar credito anche alle espressioni creative di artisti viventi o di recentissima scomparsa». Ha osservato Emanuele Moretti.

«Il Capoluogo della nostra Regione ha uno dei centri storici più estesi d’Europa che attira decine di migliaia di visitatori in ogni stagione dell’anno. L’offerta artistica si completa ora con la fruizione di uno tra i più importanti musei di arte contemporanea d’Italia».

«L’Aquila è quel grande nido dal quale il genio umano, rigenerato dalla bellezza, esce e spicca il volo verso infiniti spazi “...a rimirar le stelle...” - conclude Moretti - poiché l’esperienza artistica che essa genera, "come pura felicità dello sguardo", è sempre presagio del nuovo cammino di luce e di speranza dopo le tenebre precedenti».

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