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lunedì 16 novembre 2020

"IL PROGETTO, ANNUNCIATO DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE, DI CREARE UNA SORTA DI “REPARTO COVID” NELL’ AREA TRIAGE DELL’OSPEDALE VA PERSEGUITO CON LA MASSIMA CELERITÀ"

SULMONA - "La scelta di rendere disponibile ai pazienti affetti dal SARS-COV-2 la unità operativa di Terapia Intensiva del Presidio Ospedaliero di Sulmona definisce in termini inequivocabili la situazione di estremo disagio che ha travolto le strutture ospedaliere della nostra regione ,  compromette gravemente la funzionalità dell’area chirurgica del nostro ospedale e impedisce, si auspica non irrimediabilmente,  ai pazienti che ne fossero necessitati, di fruire delle prestazioni di rianimazione.Questa ultima decisione dà l’immagine più eloquente del disastro della sanità regionale, scaturito dalla politica dei tagli intrapresa negli ultimi quindici anni e caparbiamente e continuativamente perpetuata dai governi nazionali e regionali.In questo contesto, abbiamo già denunciato la condizione di grave precarietà del presidio ospedaliero di Sulmona, abbiamo fortemente criticato la decisione di privarlo, con forzosi trasferimenti, di risorse umane e professionali essenziali al processo assistenziale e abbiamo stigmatizzato la sostanziale inerzia o, quantomeno, il grave ritardo assunto dalla direzione della ASL nel reclutamento del personale necessario per fronteggiare questa delicata ed epocale fase emergenziale.
Ben poco è stato fatto, nelle scorse settimane, da parte degli organi preposti,  per contenere la impetuosa ondata epidemica che si prospettava all’orizzonte: il presidio ospedaliero privo di risorse professionali strategiche (nel pronto soccorso e nella unità operativa di terapia intensiva, per  esempio) e le strutture addette alla medicina del territorio (essenziali ai fini del tracciamento e della prevenzione dei contagi ed essenziali per le finalità connesse all’esigenza di evitare il sovraffollamento dell’ospedale) sguarnite di adeguate figure professionali.
L’area triage del presidio ospedaliero, attualmente destinata alla temporanea degenza di pazienti affetti da COVID in attesa di essere dislocati in altri ospedali evoca, drammaticamente, nonostante gli sforzi profusi dai pochi medici e infermieri disponibili,  l’angoscia e l’abbandono dei lazzaretti di manzoniana memoria.
Di fronte a questo scenario desolante e drammatico, è necessario che la politica locale assuma il ruolo che le è stato demandato dalla investitura popolare e, con spirito unitario e dismettendo la rincorsa al facile consenso, svolga una incisiva azione di pungolo e di proposta.
Il progetto, annunciato dal Presidente della Regione, di creare una sorta di “reparto COVID” nell’area triage dell’ospedale, con percorsi adeguati, va perseguito con la massima celerità e speditezza, anche in relazione al reclutamento del personale necessario.
La scelta della Regione  di destinare alla cura dei pazienti affetti dal virus la Casa di Cura San Raffaele deve essere supportata da adeguate risorse professionali e strumentali. La Clinica San Raffaele è una struttura di rilievo nel settore della riabilitazione neuro – motoria ma, per essere compiutamente funzionale alla terapia dei pazienti affetti da SARS-COV-2, necessita, in misura adeguata e qualificata, di ulteriore personale medico e infermieristico.
Altrimenti, si rischia di confezionare l’ennesima elargizione alla sanità privata, a danno di quella pubblica.
E’ necessario imprimere un impulso efficace agli sforzi prodotti dalla medicina territoriale per il tracciamento dei soggetti positivi e per la sorveglianza attiva sui pazienti positivi e sui loro contatti.
Ribadiamo, al riguardo, la ineludibile esigenza di potenziare il Servizio di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica della ASL ma riteniamo, comunque, imprescindibile promuovere un circolo virtuoso con i medici di medicina generale, la cui funzione si palesa strategica ed essenziale in un  contesto di  interazione con le articolazioni della ASL che operano sul territorio.
Andrebbero, al riguardo, promosse le aggregazioni dei medici di famiglia, previste dalle vigenti disposizioni e già operative in altre aree del territorio della ASL.
In definitiva, occorre operare, con spirito unitario,  alla ricerca di soluzioni realistiche, mirate alla tutela e alla salvaguardia del supremo diritto alla salute della nostra popolazione, abbandonando lo spirito settario e polemico, la logica dell’appartenenza e dismettendo le sollecitazioni demagogiche e la rovinosa tendenza al protagonismo e alla sterile sovra esposizione mediatica".
 
I consiglieri comunali:
Katia Di Marzio
Francesco Perrotta
Fabio Pingue

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