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mercoledì 15 luglio 2020

COORDINAMENTO NO HUB DEL GAS ABRUZZO:"LA PARTITA SNAM E’ ANCORA APERTA"

SULMONA - "Dopo le due sentenze del Consiglio di Stato la partita Snam  è ancora aperta, sia sul piano legale che su quello politico. Sul piano legale c’è ancora il ricorso del Comune dell’Aquila contro la sentenza negativa del TAR Lazio; ricorso che auspichiamo  venga presentato dal Capoluogo di Regione, dichiaratosi sempre contrario al progetto della Snam.  Inoltre, essendo la centrale di compressione al servizio del metanodotto, essa non potrà essere realizzata se prima non sarà rilasciata l’autorizzazione a costruire del metanodotto Sulmona – Foligno.
Sul piano politico ci aspettiamo che dalle Istituzioni e dai partiti del territorio vengano messe in atto tutte le possibili iniziative affinchè il Governo nazionale azzeri un progetto che non è assolutamente sostenibile né per il fabbisogno di gas del nostro Paese né per gli obblighi assunti dall’Italia a livello internazionale per la difesa del clima e il conseguente abbandono delle fonti fossili, gas compreso.
Il progetto della Snam è stato concepito prima del 2005, ma si può ben dire che appartiene al secolo scorso. In 15 anni tutto è cambiato. Allora si pensava che il gas potesse avere un futuro. Oggi il metano, inquinante e molto pericoloso come gas serra (80 volte più climalterante della CO2) è un residuato del passato. La terza rivoluzione industriale sarà interamente basata sulle energie rinnovabili.
Chiediamo, come primo provvedimento, la immediata riapertura da parte del Ministero dell’Ambiente della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, in ragione delle tante  novità emerse rispetto a 10 anni fa (il decreto V.I.A. risale al 7 marzo 2011), tra cui l’incompatibilità della centrale con la tutela dell’Orso bruno marsicano, specie protetta ad altissimo rischio di estinzione, la cui assidua presenza nell’area della centrale è stata dimostrata scientificamente da parte del Parco nazionale della Majella.
 Il Consiglio di Stato, facendo proprie le affermazioni della Snam  secondo cui il progetto  sarebbe “strategico”, scrive che  senza la sua realizzazione vi sarebbe addirittura “un potenziale danno per l’interesse pubblico nonché per la collettività dei cittadini” . Una tesi, quella della presunta strategicità, mai dimostrata né dimostrabile perché l’Italia non ha bisogno di nuove infrastrutture del  gas : quelle esistenti non solo sono sufficienti ma sono sovradimensionate rispetto alle necessità interne. Basti dire che nel 2005 si consumavano in Italia oltre 86 miliardi di metri cubi di gas. Oggi se ne consumano 75 miliardi e nel 2030  60 miliardi, secondo le previsioni dello stesso Governo italiano (vedi Pniec, piano energetico integrato energia e clima).  Perché la Snam su questo, come del resto su tanti altri punti , non ci ha mai risposto?
E se il progetto è “strategico”, come dice la Snam e ripete il Consiglio di Stato, perché non è mai stata fatta la Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.)?  Il Consiglio di Stato sostiene che la V.A.S.  non si doveva fare solo perché il procedimento è stato avviato nel 2005, prima dell’introduzione della V.A.S. che è del 2007. Tesi, questa, assurda perché è come dire che la centrale può essere realizzata con le norme edilizie ed antisismiche di 15 anni fa! Le sentenze con cui il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi del Comune di Sulmona e della Regione contengono affermazioni paradossali. Si sostiene che l’applicazione del principio di precauzione “non si può fondare sull’apprezzamento di un rischio puramente ipotetico, fondato su mere supposizioni  non ancora verificate”.  Costruire una centrale, in un’area ad altissima sismicità, certificata scientificamente dall’INGV, sarebbe “un rischio puramente ipotetico” ? E comunque, proprio una sentenza del Consiglio di Stato sez. IV, 11 novembre 2014 n. 5525, invece, stabilisce che “ l’applicazione del principio di precauzione comporta che ogni qualvolta non siano riconosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali”.
E ancora : nelle sentenze si sostiene che il Comune e la Regione  “avrebbero dovuto offrire con criteri scientifici la specifica  dimostrazione di criticità del progetto lasciate per così dire scoperte dalle procedure espletate”. Questa “dimostrazione di criticità” l’ha data la Commissione VIA nel 2010 quando ha stabilito ben 46 prescrizioni, le quali non stavano ad indicare che le soluzioni proposte erano adeguate alla sismicità dell’area, come erroneamente ritenuto dalle sentenze del Consiglio di Stato, ma evidenziavano che il progetto non stava in piedi e avrebbe dovuto essere bocciato. E ancor più la bocciatura doveva essere decisa dalla Commissione Tecnica V.I.A., considerato che i dati sul rischio sismico erano sottostimati. Peraltro tale prova è stata fornita nel 2017 al Presidente del Consiglio, ai vari Ministri competenti e ai Presidenti delle quattro Regioni interessate. Le prescrizioni stabilivano che, proprio a causa delle gravi carenze progettuali, la Snam avrebbe  dovuto  effettuare  studi  scientifici di  dettaglio, in  particolare  sulla sismicità. Ancora nel 2018, dopo l’autorizzazione della centrale, il Ministero dello Sviluppo Economico  si  impegnava  a  far  effettuare questi studi dall’INGV che evidentemente  miravano a colmare proprio sul rischio sismico la enorme lacuna del progetto presentato ed approvato, ma nessuno fino ad oggi ne ha saputo più nulla.
Agli inizi di luglio abbiamo scritto che non sarà una sentenza a fermarci. Dopo aver conosciuto le debolissime  motivazioni del Consiglio di Stato, che ricalcano acriticamente le tesi della Snam, siamo ancora più convinti della giustezza della nostra lotta,  che porteremo avanti con ancora più determinazione di prima.
                                                                                                           
                                                            Coordinamento No Hub del gas Abruzzo

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