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lunedì 12 novembre 2018

LE GLORIE DI SAN MARTINO, A SCANNO SI È RINNOVATA UNA DELLE PIÙ ANTICHE TRADIZIONI

SCANNO - A Scanno si è rinnovata una delle più antiche tradizioni con l’accensione delle Glorie di San Martino. Sui monti che circondano il centro abitato sono state innalzate grandi cataste di legna, alte anche fino a venti metri, che sono state accese creando effetti spettacolari. La popolazione, a seconda del legame affettivo che risale ai tempi dell’infanzia, ha parteggiato per la contrada di appartenenza (Cardella, la Plaia e DeContra) e al termine dei fuochi ha festeggiato in piazza Santa Maria della Valle, dove tutti i ragazzi si sono radunati scendendo dalle alture e percorrendo le vie del paese suonando campanacci e strumenti fino a tarda notte. L’origine di questo evento si perde nella notte dei tempi. Si narra che un giorno di novembre, molto freddo e tetro, un cavaliere incontrò un mendicante vestito di stracci tremolante di freddo.Mosso da compassione gli cedette il suo mantello e così fu lui a essere assalito dai brividi di freddo.
Per ricompensare il bel gesto il sole squarciò le nuvole e scaldò la terra riscaldando il cavaliere, il cui nome era Martino.Appollaiato su uno sperone in cima alla alta valle del Sagittario, Scanno ha conservato peculiari costumi e usanze antiche più che altrove, grazie all'isolamento dovuto alla natura aspra e selvaggia. Qui gli inverni sono durissimi e le giornate sono corte e nebbiose già in autunno. Ma prima di sprofondare nel lungo letargo invernale, il 10 di Novembre il borgo interrompe la monotonia e le vie si animano per preparare una festa unica: San Martino.

Martino è il cavaliere che in una giornata di novembre, fredda e piovosa, offre metà del suo mantello a un vecchio mendicante vestito di pochi stracci. Appena Martino, ormai infreddolito anche lui, si allontana il sole squarcia le nubi a riscaldare la terra. É questa la fugace estate di San Martino che per pochi giorni rischiara il freddo e buio inverno ormai alle porte.



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