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giovedì 28 giugno 2018

GUARDIA DI FINANZA L’AQUILA: INDEBITA PERCEZIONE DEI CONTRIBUTI PER ABITAZIONE PRINCIPALE. SEQUESTRATO DENARO E PARTI DI IMMOBILI PER UN VALORE DI OLTRE UN MILIONE DI EURO. INDAGATI QUINDICI RESPONSABILI

L'AQUILA - Continua l’azione di contrasto alle indebite percezioni di contributi nel settore della ricostruzione “post sisma” sul territorio aquilano: nel corso dei primi sei mesi del 2018, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza di L’Aquila hanno dato esecuzione a 15 provvedimenti di sequestro, per un totale di oltre un milione di euro, emessi dal GIP presso il locale Tribunale nei confronti di altrettanti soggetti beneficiari di contributi per la ricostruzione/riparazione degli immobili danneggiati dal sisma del 06.04.2009.
Tutte le misure cautelari eseguite sono giunte al termine di indagini delegate dai Sostituti Procuratori della Repubblica di L’Aquila, Dott.ssa Simonetta Ciccarelli e Dott.ssa Roberta D’Avolio, nell’ambito delle direttive impartite dallo stesso Procuratore della Repubblica,
Dott. Michele Renzo, finalizzate a riscontrare la sussistenza dei requisiti legittimanti l’accesso ai finanziamenti pubblici per la riparazione ovvero la ricostruzione degli immobili costituenti abitazione principale.
L’azione ispettiva è stata possibile anche grazie ad una sinergia investigativa maturata dalla fattiva collaborazione tra la Polizia Municipale Aquilana e le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico–Finanziaria della Guardia di Finanza che ha permesso di ottimizzare sia il patrimonio conoscitivo degli investigatori che le modalità di ricerca degli elementi indizianti.
Le indagini, avviate sulla base dei processi di analisi effettuati nei confronti dei soggetti che risultavano – all’epoca del sisma – residenti presso un indirizzo diverso rispetto a quello oggetto della richiesta, sono state sviluppate mediante la ricostruzione dei procedimenti che hanno portato alla concessione del contributo e la verifica del possesso dei requisiti da parte dei beneficiari.
Proprio con riferimento a tale ultimo aspetto, gli investigatori, al termine delle articolate indagini di polizia giudiziaria, hanno accertato che gli indagati avevano richiesto ed ottenuto i contributi presentando false autocertificazioni.
In molti casi veniva scoperto che i richiedenti avevano attestato di dimorare stabilmente in un immobile di proprietà (quale abitazione principale e dimora abituale), dichiarato inagibile (esito E) a seguito del sisma del 06.04.2009.
In realtà, gli accertamenti svolti hanno evidenziato che, all’epoca del sisma, gli immobili (tutti nel capoluogo aquilano) erano stati locati a terze persone e che, comunque, non erano adibiti ad abitazione principale.
Tali condotte, integrando gli estremi del reato di cui all’art. 316 ter C.P. (Indebita percezione di erogazione a danno dello Stato), ha:fatto scattare anche le indagini di natura patrimoniale, condotte dalla Guardia di Finanza, che hanno consentito di ricostruire e quantificare i beni e le disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati;
portato all’esecuzione dei provvedimenti di sequestro nei confronti dei 15 responsabili dei reati, per le somme pari alla provvidenza indebitamente percepita da ogni indagato, per un ammontare complessivo di oltre 1 milione di euro.
All’esito del sequestro, in alcuni casi gli indagati hanno restituito l'importo indebitamente percepito, in tal modo consentendo al Comune di recupere celermente le provvidenze senza l'avvio di lunghe e dispendiose procedure esecutive.
La magistratura ha espresso plauso e soddisfazione non solo per l’efficacia dell’azione di contrasto svolta dagli investigatori ma anche per la conseguente azione di dissuasione svolta nei confronti dei potenziali richiedenti privi dei necessari requisiti.
Le operazioni di servizio concluse testimoniano come la Guardia di Finanza, anche tramite forme sempre più virtuose di collaborazione con le altre Istituzioni dello Stato, assicuri un sempre più efficiente contrasto agli sprechi di denaro pubblico, che, sovente, come nei casi di specie, si riflettono sulla qualità dei beni e dei servizi offerti alla collettività.




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