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giovedì 21 settembre 2017

"RIMBOSCHIMENTO MONTE MORRONE?: LA POLITICA ASCOLTI LA SCIENZA"

SULMONA - "Il Governatore D’Alfonso, nell’incontro con i Sindaci al palazzo della Regione a Pescara, il 13 settembre, per un confronto sulle iniziative e provvedimenti da adottare dopo   l’incendio dei boschi del Monte Morrone, ha detto che “ascolterà le sensibilità ambientali”.  Onde evitare di proferire slogan tipo: ”No rimboschimento” o fare asserzioni che possono sembrare di tipo ideologico tipo: “la natura si rigenera da sola”, l’Associazione “Orsa Pro Natura Peligna” vuole riportare alcuni stralci da articoli di ricercatori e professori delle Università del nostro Paese per rendere esplicite le fonti da cui si originano le “sensibilità ambientali”.
<Gli interventi di recupero e restauro nelle formazioni boscose percorse dal fuoco oltre ad essere costosi e spesso ispirati a criteri di tipo amministrativo o attuati sotto spinte emotive, non sempre tengono conto del ruolo ecologico svolto dal fuoco, in particolare riguardo ai meccanismi di selezione promosso da questo fattore fisico di disturbo. Si tratta di conoscenze che non possono essere ignorate nelle fasi di recupero post-incendio delle superfici coinvolte che spesso vengono erroneamente trattate. Gli interventi di ricostituzione post-incendio devono essere in sintonia con le strategie di rinnovazione delle specie, evitando di intervenire o compromettere la resilienza. Specie quali il Pinus Halepensis , dette “a comportamento serotino”, devono essere sottoposte ad interventi che non annullino la strategia basata sul graduale rilascio di semi, in cui anche le piante morte in piedi giocano un ruolo. (Bovio G., Leone V.,2000)>
<Dopo un incendio, nella maggior parte dei casi, la vegetazione si ricostituisce spontaneamente (ricostituzione passiva) (Biederman, 1998) in un tempo relativamente breve, soprattutto nelle coperture molto resilienti (cioè costituite da specie che hanno elevata capacità di ritornare allo stato precedente l'incendio) che hanno subito incendi di bassa intensità (Bovio, 1996)>
<Sebbene il calore non sia necessario alla germinazione dei semi che sono rilasciati dalla pianta arborea e che vengono accumulati nel suolo, il processo germinativo viene stimolato a causa dell'eliminazione di alcuni fattori inibitori, quali ad esempio, la presenza di copertura arborea e la competizione per le sostanze nutritizie e per l'acqua da parte di piante erbacee o arbustive. Inoltre, i semi rilasciati dopo un incendio spesso cadono su un eccellente letto di semina dovuto ai nutrienti ceduti dalla cenere che ne favoriscono l'attecchimento e lo sviluppo rigoglioso. (Bovio G.,Camia A.,Francesetti A.,2001)>
<Nel caso di alcune specie di conifere, inoltre, sono presenti strobili serotini la cui disseminazione avviene con un notevole ritardo rispetto alla produzione da parte della pianta. Per questo tipo di strobili l'apertura delle squame per la disseminazione è resa possibile esclusivamente dal raggiungimento di temperature molto elevate (tra i 120° e i 140°C) (Kozlowski, 1974), che eliminando l'abbondante presenza di resina, permettono alle scaglie di aprirsi e rilasciare i semi. (Piussi, 1994)>
Numerosi sono gli studi e gli articoli pubblicati sul tema, ricchi di esempi di rigenerazione spontanea nei diversi luoghi percorsi da incendi, come numerosi e puntuali sono gli studi che danno indicazioni da seguire per prevenire gli incendi. Con amarezza dobbiamo constatare che raramente le decisioni politiche si avvalgono della ricerca scientifica.     Maria Clotilde Iavarone di “Orsa Pro natura peligna”

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