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giovedì 27 aprile 2017

"PEDALANDO ATTRAVERSO LA STORIA"IL DIARIO DI UN PRIGIONIERO AUSTRALIANO DETENUTO NEL CAMPO DI FONTE D'AMORE

 Il diario di un prigioniero di guerra Australiano detenuto nel campo di Fonte d’Amore. Oggi Heather insieme a suo marito Peter Greg è tornata a Sulmona e, in bicicletta, ripercorrerà quella via di fuga che condusse suo padre verso la salvezza.
SULMONA - ”Nel 1941  William Murray White si imbarca  su una nave di linea per passeggeri simile al Titanic in partenza dall’Australia e diretta a Londra per arruolarsi nella Royal Air Force.
Dopo un periodo di addestramento in Inghilterra viene  inviato ad Alessandria d’Egitto. Durante un volo di ricognizione sul Mar Mediterraneo, il sua aereo viene  abbattuto e cade in mare. Purtroppo William non ha ma raccontato dettagli sul suo drammatico incidente, ma da brevi racconti sporadici la figlia ha potuto ricostruire una parte degli eventi.
Dopo essere planato con il suo caccia in mare, William  ha iniziato ad affondare. E’ sceso talmente in profondità che ha pensato di essere giunto alla fine della sua esistenza.
Ma il destino gli riservava un’altra possibilità. Appena William riesce a riemergere dalle onde viene tratto in salvo da un torpediniere italiano e fatto prigioniero. Sbarcato in Italia viene da prima inviato a Roma e successivamente, via ferrovia, giunge alla stazione di Sulmona passando per Carsoli.  Insieme ad altri prigionieri viene fatto marciare fino alla località di Fonte d’Amore per essere internato nel campo di prigionia n. 78  P.O.W. 78.
Qui trascorse due anni, un mese, 10 giorni e 11 ore della sua vita come prigioniero di guerra. Era una esistenza miserabile, il cibo scarseggiava e solo  grazie alle razione dei pacchi della Croce Rossa i prigionieri ebbero  salve le vite. Nei due anni vissuti da prigioniero di guerra a Sulmona William riesce a mangiare solo due volte un uovo. “
Inizia così il diario di un prigioniero di guerra Australiano detenuto nel campo di Fonte d’Amore. Un racconto diverso dagli altri a causa di una combinazione di eventi particolare. William Murry White nasce  in Australia a Wagga Wagga nel New South Wales. Essendosi arruolato in Inghilterra viene iscritto nelle Forze Armate Britanniche pur avendo nazionalità Australiana.  Questo cambierà il suo destino nel campo 78.
La maggioranza dei prigionieri Australiani  furono trasferiti nei campi di prigionia del nord Italia,  prima dell’armistizio. William, essendo considerato un Britannico è rimasto nel campo 78 fino alla sua liberazione. Per cui si trovò ad affrontare una fuga disperata e piena di pericoli per dirigersi verso il Sud Italia dove sperava di ricongiungersi con le Forze Alleate.
Nel 1993 la figlia di William,  Heather Cregan e la nipote Anna, all’epoca quindicenne, vennero in Europa per visitare l’Italia e soprattutto la città di Sulmona in cerca delle tracce del famoso campo di prigionia in cui fu detenuto il padre e il nonno fino al 1943. Tuttavia senza gli attuali sistemi di ricerca (google earth e internet) l’impresa si rilevò qualcosa a cui non erano preparati.  Riescono a trovare la località di Fonte d’Amore, un nome chiave nella memoria dei prigionieri, senza tuttavia avere nessuna informazione del campo di prigionia nei suoi pressi  e, osservando le montagne dietro il campo 78,  potevano solo chiedersi come avevano potuto attraversarle per fuggire. Si sono ripromesse di tornare dopo ricerche ben condotte e con l’intento di ripercorrere le tracce di quel prigioniero Australiano.
E così è successo. Oggi Heather insieme a suo marito Peter Greg è tornata a Sulmona e, in bicicletta, ripercorrerà quella via di fuga che condusse suo padre verso la salvezza.
Dopo aver studiato il territorio, ritrovato i nomi originali dei luoghi, dei villaggi, dei paesi e delle città attraversate da William e due coniugi sono pronti ad affrontare il viaggio. Ogni giorno riporteranno il numero di chilometri percorsi, i centri abitati raggiunti e soprattutto cercheranno di rivivere le emozione che il prigioniero di guerra William Murray White visse durante i terribili anni della II Guerra Mondiale.
Noi seguiremo questo viaggio straordinario per rivivere attraverso i coniugi Greg , la Grande Storia che rese Sulmona la capitale del Commonwealth.

Gabry Di Mattia

CENTROABRUZZONEWS

centroabruzzonews : SULMONA

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